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La reazione dell’attore: «Consigli a porte chiuse»
PISA. «Non possiamo essere ostaggio di queste persone. Se davvero le attiviste della Casa della donna vogliono tornare a Palazzo Gambacorti nei prossimi consigli comunali, io chiederò al presidente...
PISA. «Non possiamo essere ostaggio di queste persone. Se davvero le attiviste della Casa della donna vogliono tornare a Palazzo Gambacorti nei prossimi consigli comunali, io chiederò al presidente che l’aula venga chiusa. Chi vuole seguire i lavori, lo potrà fare attraverso gli schermi o le dirette streaming. Perché così non si può lavorare».
Andrea Buscemi non molla. Rimane in sella rispedendo al mittente le richieste di dimissioni e attacca le manifestanti proponendo la chiusura dei consigli comunali. Ieri, fin dall’inizio della prima seduta dell’era leghista, una delegazione delle donne della struttura di via Galli Tassi stava già assistendo ai lavori, in compagnia dei supporter di Buscemi che come controprotesta avevano scelto di indossare una maglia con su scritto «Io sto con Andrea Buscemi».
Alle 16.45, invece, la delegazione è stata raggiunta da tutte le manifestanti che prima si trovavano in piazza XX Settembre per leggere gli atti del processo per stalking che ha visto imputato l’attore e regista. «Sono qui perché lavoro contro la violenza sulle donne – dice Ana Maria Mengue, originaria della Guinea Equatoriale e presidente dell’associazione “Donne in movimento” – e penso che qui ci dovrebbero essere tutti, anche gli uomini, perché la violenza può colpire anche le loro figlie o le loro sorelle. È inaccettabile vedere ciò che accade alle donne in Italia e inimmaginabile che Buscemi sia assessore». —
S.T..
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