Il presidio
«Aggredita in casa perché non voglio lasciare l’abitazione»
La denuncia di un’inquilina “al nero” in un alloggio a Marina «Non possono sfrattarmi, picchiata dal figlio del proprietario»
MARINA DI PISA. Picchiata dal figlio del proprietario di casa perché non vuole uscire dall’alloggio affittato al nero: 15 giorni di prognosi.
È la storia denunciata dall’avvocato Claudio Lazzeri, legale di una 32enne che ieri ha querelato il suo aggressore. Colpevole, secondo la denuncia, di averla assalita a suon di pugni in modo da convincerla a lasciare l’abitazione che il padre, proprietario dell’immobile, vuole vendere. E con un’inquilina, anche se irregolare, ma che vuole il contratto, diventa tutto più difficile. La donna (omettiamo il nome a tutela della persona offesa) vive a Marina di Pisa dal maggio 2017. Ha sempre pagato l’affitto al nero (500 euro) in assenza di un contratto di locazione. Il lavoro non sempre è andato bene. Lo scorso inverno ha saltato alcune mensilità dopo aver perso l’occupazione. Poi ha trovato un altro impiego e i 500 euro per la casa sono tornati.
«La mia cliente era venuta all'Unione Inquilini qualche mese fa ma non ha voluto scrivere al proprietario per chiedere la regolarizzazione del contratto – spiega l’avvocato Lazzeri –. Troppi problemi per lui che avrebbe ricevuto una denuncia e accertamenti della Guardia di Finanza».
Il proprietario non poteva sfrattarla rivolgendosi al Tribunale. E così, secondo la querela, ci ha pensato uno dei figli a farla sloggiare. Questo il racconto della donna riferito in questura: «Verso le 10 ero ancora a letto (lavoro in un pub e faccio tardi) quando ho sentito bussare alla porta d’ingresso con insistenza. Ho chiesto chi era e, dopo che la persona si era identificata con il nome del secondo figlio del padrone di casa ho aperto la porta per sapere cosa voleva. Appena aperta la porta si è avventato su di me e mi ha colpita con un pugno in pieno volto che mi ha fatto cadere sulla bicicletta che avevo depositato nelle immediate vicinanze della porta. Poi mi ha presa e buttata sul letto dove mi è salito sulla pancia, picchiandomi e causandomi una ferita lacero-contusa che mi ha fatto perdere molto sangue. Dopo circa un minuto sono riuscita a divincolarmi ed a urlare richiamando i miei vicini di casa. Nello stesso tempo ho provato a telefonare a mio fratello, ma lui ha preso il telefono lanciandolo in terra. Ho provato a chiamare il mio avvocato, Claudio Lazzeri, ma il tentativo ha avuto la stessa sorte. Dopo sono riuscita a scappare per strada dove ho incontrato i miei vicini che hanno chiamato immediatamente la polizia e un’ambulanza, considerato che perdevo molto sangue dal volto. Solo in quell’occasione mi sono resa conto che il mio aggressore non era solo ma era accompagnato da una persona (che ho capito essere un fabbro) che avrebbe dovuto cambiare la serratura. Arrivata al pronto soccorso ho raccontato l’episodio e quando mi trovavo chiusa in una stanza con il medico di guardia ho sentito arrivare lui che urlava chiedendo di essere visitato». La 32enne è uscita da Cisanello con un referto di 15 giorni. E il pensiero di incontrare chi l’ha picchiata nel locale dove lavora. —
P.B..
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