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«No alla violenza» La condanna di Sicet Sunia e Unione Inquilini
PISA. «Un vergognoso atto di violenza gratuita». Con queste parole le tre associazioni che in città di occupano di diritto alla casa e problematiche abitative, Sicet, Sunia e Unione Inquilini,...
PISA. «Un vergognoso atto di violenza gratuita». Con queste parole le tre associazioni che in città di occupano di diritto alla casa e problematiche abitative, Sicet, Sunia e Unione Inquilini, intervengono sull’aggressione nei confronti di un funzionario dell’Apes (Ente Gestore delle case popolari) durante un sopralluogo in un alloggio sfitto di proprietà del Comune di Pisa a Sant’Ermete. «Conosciamo bene - scrivono le associazioni - la pesante situazione abitativa esistente da troppi anni nel villaggio popolare di Sant’Ermete e più volte abbiamo fatto pressioni sulla precedente giunta comunale e sui dirigenti dell’Apes per accelerare i lavori di ristrutturazione dell’intero quartiere, oggi più che mai in penose condizioni di degrado urbanistico e abitativo, consapevoli che i notevoli ritardi esistenti nell’attuazione del piano di ristrutturazione delle case popolari di Sant’Ermete, progettato nel 2011 durante la gestione delle Politiche abitative regionali da parte dell’assessore Allocca, dipende soprattutto dal mancato rispetto da parte della Regione degli impegni finanziari presi a suo tempo col Comune e con l’Apes. Ciò premesso diventa incomprensibile il comportamento di alcuni inquilini di Sant’Ermete che non vogliono tenere conto che la costruzione di nuovi immobili richiede indispensabili tempi tecnici, anche se questi devono essere sollecitati al massimo. Tanto più è esecrabile il comportamento di alcuni energumeni che scaricano la loro rabbia (in parte giustificata) aggredendo verbalmente, o peggio fisicamente, impiegati e funzionari pubblici che cercano di fare il loro dovere».
Il funzionario Apes stava effettuando una verifica degli alloggi sfitti in Sant’Ermete «che rientra nella richiesta delle associazioni, che da anni stanno cercando di fare utilizzare quali “alloggi parcheggio” gli alloggi liberi, dichiarati usciti dall’Erp perché in attesa della loro futura demolizione (tra un paio d’anni! ) e non si capisce l’ostilità di parte di alcuni inquilini a questo progetto che in realtà permette l’assegnazione temporanea di un’abitazione (anziché una penosa e dispendiosa albergazione) a famiglie con esecuzione di sfratto non rinviabile. Ci auguriamo che questo vergognoso atto di violenza gratuita sia di monito agli altri inquilini di Sant’Ermete per evitare che si verifichino altri atti di assurda intolleranza». —
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