Ora dentro il Pd anche la disputa sul nome del gruppo consiliare
In una nota è comparsa semplicemente la sigla del partito ma per aprire al civismo si propone Pisa democratica 2023
PISA. Il Pd prova a ripartire dopo la clamorosa sconfitta del 24 giugno e si prepara a convocare l’assemblea per scegliere il nuovo segretario cittadino. Intanto però le diverse anime del partito discutono, partendo da posizioni opposte, su come chiamare e connotare il gruppo consiliare che martedì prossimo debutterà sui banchi della minoranza.
A leggere un comunicato stampa inviato qualche giorno fa, la decisione sembrerebbe presa: gruppo consiliare Pd. Ma c’è chi non ci sta perché pensava e sperava che dopo la sconfitta si sarebbe scelta la strada della novità. È il caso di Michele Passarelli, braccio destro del candidato sindaco Andrea Serfogli in campagna elettorale. «Si vince e si perde meritatamente e di solito si comprende anche perché. E proprio per questo motivo quando si perde dovrebbe essere abbastanza intuitivo provare a rimediare agli errori per ripartire», ha scritto sui social.
A cosa si riferisce? Lo spiega: «Una buona idea, a livello locale ma anche per il futuro nazionale, l’aveva lanciata il giorno dopo la sconfitta il nostro candidato sindaco: ripartiamo dai quasi 19mila consensi del ballottaggio, ragionando non tanto e non solo con le sigle politiche, ma con quei cittadini che in un momento complesso avevano dato fiducia ad un progetto di governo che provava a cambiare verso alla politica cittadina, proponendo un metodo amministrativo sulle strade e tra la gente».
Ritorniamo dunque alle parole post-sconfitta di Serfogli: «Proporrò sotto un unico nome il progetto di cui sentiamo fino in fondo la responsabilità: Pisa democratica 2023, un’officina politica che vorrà far aprire i partiti, a partire da Pd, al civismo, all’associazionismo, al volontariato. Il nostro lavoro si dividerà tra il consiglio comunale e, soprattutto, i quartieri. Farò opposizione esattamente come avrei fatto il sindaco: sulle strade di Pisa».
In altre parole, si è proposto per il gruppo consiliare la denominazione Pisa democratica 2023 (sempre Pd in qualche modo) così da comprendere anche, nonostante un monocolore democratico, le liste civiche (quelle di Ghezzi, Eligi e Danti) che avevano comunque portato, in totale, un contributo vicino al 10%. Un segnale che i civici avrebbero gradito, ora molto meno. E la discussione continua. —
FRANCESCO LOI. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
