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Coltivazione di marijuana scoperta per caso, giovane condannato a sei anni
PISA. Cercavano una donna a cui notificare un atto. E nel dedalo condominiale, in assenza di nomi sui campanelli, iniziarono a bussare a caso. Quando Mattia Branca, 24 anni, aprì la porta si trovò...
PISA. Cercavano una donna a cui notificare un atto. E nel dedalo condominiale, in assenza di nomi sui campanelli, iniziarono a bussare a caso. Quando Mattia Branca, 24 anni, aprì la porta si trovò davanti i carabinieri.
Una sorpresa destinata a innescare guai imprevedibili fino a un secondo prima. Ai militari bastò respirare per qualche secondo l’aria proveniente dall’appartamento per voler approfondire l’origine di quei miasmi sospetti. E non sbagliarono. In casa, in zona stadio, il giovane, originario di Massa, aveva allestito una sorta di laboratorio artigianale per la produzione di marijuana.
Vasetti, piantine, materiale per curare le piante e poi trasformale in dosi. C’era addirittura una maschera antigas. Branca fu arrestato all’istante. Era il novembre scorso. Nel frattempo è tornato in libertà e la Procura ha chiesto il suo rinvio a giudizio.
Ieri davanti al gup Giulio Cesare Cipolletta, con il rito abbreviato, è stato condannato a 6 anni (la stessa pena chiesta dal pm Flavia Alemi).
Nel corso della perquisizione, decisa sul momento dopo la “ventata” di marijuana, i carabinieri si erano imbattuti in un laboratorio di essiccazione della sostanza stupefacente, conservata in un armadio attrezzato con ogni dettaglio utile alla bisogna. Lo stupefacente trovato nell’appartamento era già pronto per finire sul mercato.
Quasi 1,5 kg di “erba” che, tradotta a livello commerciale, significava circa 6mila dosi. Oltre alla marijuana, i militari aveva sequestrato anche 13 dosi di cocaina e alcuni residui di hashish, materiale per il confezionamento e più di 800 euro in contanti, ritenuti frutto dello spaccio. —
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