Meteo
Sversamento alla 46esima presto la bonifica dell’area
Sopralluogo del generale Iadicicco sul luogo della rottura del tubo all’oleodotto Oltre 30mila litri di carburante dispersi. Previsto lo sbancamento dei terreni
PISA. L’unico effetto visibile dello sversamento di idrocarburi che ha interessato l’oleodotto della 46esima Brigata Aerea è un piccolo accumulo di carburante rimasto nel fosso scavato per interrompere la perdita. Sono circa 30.000 i litri di Jp8 (acronimo di Jet propellant 8, il tipo di carburante raffinato usato da tutti i Paesi Nato per gli aerei militari) che si sono riversati sui terreni del sedime aeroportuale in uso alla base militare dopo la rottura di un tubo di acciaio dell’oleodotto che collega i due depositi di carburante dell’Aerobrigata.
L’incidente è avvenuto alcune settimane fa durante un’operazione di “travaso” del carburante da un deposito all’altro. Una manovra di routine per livellare la quantità di idrocarburi nei singoli serbatoi interrotta dalla rottura di una tubazione sotterranea, probabilmente già usurata, che non ha retto la pressione dei liquidi.
Sono scattate le procedure di emergenza per interrompere la fuoriuscita di carburante e per la messa in sicurezza dell’area. Un’ingente quantità di combustibile si è però riversata nei terreni che circondano le piste di decollo e atterraggio (nei pressi dell’Aurelia) interessando in parte anche il piccolo canale che scorre lungo il perimetro dell’aeroporto.
Chiusa l’idrovora in gestione alla 46esima Brigata Aerea e ripulito il canale dalla piccola quantità di idrocarburi che aveva raggiunto l’acqua, il flusso del canale è stato interrotto in via precauzionale con paratie e pannelli per evitare eventuali sversamenti di acqua inquinata nel Canale dei Navicelli. Deviati anche i canali di drenaggio interni che scorrono lungo l’oleodotto. La natura tornata ad impossessarsi dello stretto specchio d’acqua, i pesci che sguazzano e gli aironi che stazionano sulle sponde del canale farebbero escludere l’ipotesi d’inquinamento del canale.
Le prime analisi hanno scartato questa possibilità, ma la certezza si avrà solo a fine mese, quando dovrebbe essere convocata la conferenza dei servizi di tutti gli enti (Arpat e istituzioni locali), ai quali è stato subito segnalato l’incidente, durante la quale sarà approvato il piano di caratterizzazione inviato ieri dall’Aerobrigata con tutti i rilievi e le analisi effettuate e il percorso di bonifica da intraprendere. L’ampia area inquinata è stata delimitata e interessata da alcuni lavori di messa in sicurezza. La zona che sarà sottoposta a bonifica sarà ben più ampia «perché - sottolinea il generale Girolamo Iadicicco, comandante della base - vogliamo essere sicuri che non ci siano sostanze inquinanti oltre la zona interessata dallo sversamento». Su una porzione dell’aeroporto militare paragonabile a un campo da calcio mezzi e operai lavoreranno allo sbancamento e alla sostituzione del terreno interessato (che sarà inviato ad aziende specializzate nella bonifica). —
DANILO RENZULLO.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
