Il Tirreno

Pisa

l’inchiesta “off side” 

Sesso e cocaina nel night la prescrizione “taglierà” le accuse ai sette imputati

P.B.

La Corte d’Appello ha rinviato a maggio 2019 l’udienza per celebrare il secondo grado di giudizio: a Pisa tra i quattro condannati anche due poliziotti

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PISA. Un rinvio al maggio 2019 allunga i tempi della sentenza di secondo grado e sfoltisce le accuse agli imputati con la mannaia della prescrizione.

Resterà una parte, significativa ma priva del contesto completo, di quelle che furono le contestazioni iniziali dell’inchiesta “Off Side” su un giro di cocaina e prostituzione in un night a Ospedaletto chiuso da tempo.

Ieri in Corte d’Appello per la rinnovazione dell’istruttoria chiesta della Procura generale ha fissato al prossimo maggio l’udienza in cui sono a giudizio i quattro condannati in primo grado e, su ricorso della Procura pisana, anche i tre che furono assolti.

Girava cocaina. E la prostituzione era tollerata quando non favorita. Bastava pagare un sovrapprezzo sulle consumazioni e la ballerina era pronta per l'extra nel privé. Un contesto opinabile ma non da scandalizzare per un night club. Se non fosse che tra chi si muoveva in quell'ambiente c'erano due poliziotti accusati di aver approfittato delle "tentazioni" sessuali in cambio di un occhio di favore sull'attività mascherata da circolo culturale. Nel febbraio 2016 la pena più severa fu inflitta a Filippo Arzilli, 51 anni, di Peccioli, all'epoca ispettore della squadra mobile, da tempo fuori dalla polizia: 5 anni e 7 mesi per favoreggiamento della prostituzione, corruzione e diffusione delle informazioni ottenute dallo Sdi (servizio d'indagine) la banca dati delle forze dell'ordine. Pena di 4 anni e mezzo per il sovrintendente di polizia Alessandro Antonicelli, 54 anni, pugliese trapiantato a Pisa da oltre vent'anni, ritenuto colpevole per tutti i capi di imputazione, dalla corruzione al favoreggiamento della prostituzione. Per l'accusa frequentavano il night chiudendo un occhio e spesso entrambi su un giro di squillo alimentato da giovanissime ballerine romene di lap dance che si sarebbero vendute ai clienti durante i privé incassando dai 50 ai 100 euro per dieci minuti di spettacolo esclusivo a luci rosse. Soldi che venivano trattenuti in parte dai gestori del locale. Sempre per reati riferiti alla prostituzione prese 4 anni e 6 mesi Fabrizio Banti, 52 anni, di Livorno, allora vice presidente del circolo a cui era affiliata, sotto mentite spoglie, l'associazione ricreativa-culturale dietro alla quale si nascondeva l'attività di night e 5 anni il barman Gianluca Isozio, 60 anni, anche lui livornese, sempre nell'ambito del lucro sulla prostituzione. Tornano imputati in appello gli assolti a Pisa Skender Barushi, 50 anni, accusato di spacciare cocaina ai clienti del night; l'investigatore privato con uffici a Pontedera e Guamo, Maurizio Spadafora, 53 anni, pontederese, accusato di corruzione; Luca Di Maria, 50 anni, di Livorno. Per lui l'accusa era di alcuni episodi di spaccio. —

P.B..

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