Il Tirreno

Pisa

Appello firmato dall’ala Pd più lontana dal renzismo, da esponenti di Mdp e della società civile. Promotrice la consigliera regionale Alessandra Nardini 

Prove di ripartenza a sinistra incontro pubblico alla Leopolda

PISA. La sinistra prova a ripartire da sinistra. Dall’ala del Pd più lontana dal renzismo e da Mdp. Dal sindacato e dall’Arci. Da pezzi della società civile. Una ripartenza che domani sera sulla...

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PISA. La sinistra prova a ripartire da sinistra. Dall’ala del Pd più lontana dal renzismo e da Mdp. Dal sindacato e dall’Arci. Da pezzi della società civile. Una ripartenza che domani sera sulla terrazza della Stazione Leopolda (ore 21) mette insieme assessori uscenti, il segretario della Cgil Antonio Ledda, il presidente del Cnr Domenico Laforenza. Il tutto sotto la regia della consigliera regionale Alessandra Nardini. «Quanto accaduto a Pisa, e più in generale la crisi che sta attraversando la sinistra, non può che preoccuparci», inizia l’appello allegato all’annuncio dell’incontro. Il punto d’avvio è una riflessione che «non coinvolga solamente le classi dirigenti di partiti politici. Per questo abbiamo bisogno di avviare una fase di ascolto vera, aperta e senza pregiudizi. Per questo abbiamo bisogno del coinvolgimento di tante e tanti, di tutti coloro che al di fuori del circuito della politica attiva, attraverso il loro lavoro, il loro impegno associativo e di studio, continuano ad avere a cuore, guardando da sinistra, il progetto di un futuro migliore».

«A nessuno - prosegue l’appello - può sfuggire la gravità del momento, l’urgenza di una proposta. Nuova, autentica, chiara. Per costruirla è necessario aprire un confronto più largo, che superi steccati e recinti per aprirsi a tutti coloro i quali condividono una visione di società che riconosce come imprescindibili quei valori che la nostra Costituzione pone alla base della convivenza sociale: democrazia, solidarietà, integrazione, equità, progresso, sostenibilità, sviluppo, lavoro, uguaglianza sostanziale, diritti civili e sociali».

«Sappiamo bene - si legge ancora - che non sarà un percorso facile, né breve. Ci aspetta una lunga e faticosa traversata nel deserto, che però crediamo di poter affrontare solo partendo da una presa di coscienza collettiva di quello che è successo e del lavoro di ricostruzione in cui ognuno di noi è chiamato ad impegnarsi; soprattutto per le nuove generazioni, finora dimenticate ed emarginate da proposte politiche di respiro cortissimo con una carente visione del futuro. Per la costruzione di una società più solidale e più giusta che sia in grado di garantire l’effettiva dignità sociale di tutte e tutti, offrendo la prospettiva di un futuro a chi oggi è senza un lavoro, o con un lavoro precario e mal retribuito, a chi si trova emarginato nel lavoro, nella società, nella scuola. A prescindere dal sesso e dall'orientamento sessuale, dall’etnia, dalla religione, dalle opinioni politiche, dalle condizioni personali e sociali».

L’appello è firmato da Stefania Bozzi, Sandra Capuzzi, Fabrizio Cerri, Michela Ciangherotti, Lorenzo Cini, Simona Conti, Rosa Dello Sbarba, Gontrano Di Santo, Andrea Ferrante, Ilaria Fiori, Gianluca Fulvetti, Paolo Graziani, Annastella Giannelli, Alfonso Iacono, Domenico Laforenza, Antonio Ledda, Giammarco Manfreda, Andrea Marchetti, Marco Mariotti, Fabiano Martinelli, Alessandra Nardini, Giovanni Pagano,Saulle Panizza, Olivia Picchi, Andrea Pieroni, Daniele Serra, Rolando Tarchi, Virginia Volpi, Ylenia Zambito. —

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