Il presidio
Sequestrate 1.500 bottiglie di birra da una casa-deposito
Blitz in un appartamento di via Cavalca alle 6 di mattina La polizia municipale sospetta che dietro ci sia un imprenditore Cingalese multato per 3mila euro
PISA. Secondo i poliziotti, dietro ai venditori abusivi della birra, c’è un imprenditore in possesso della Partita Iva. Qualcuno in grado di comprare le bottiglie al prezzo più basso possibile, scaricando le tasse e cedendo poi l’alcol a chi gira la città sulle bici o coi carrelli della spesa, in cerca dei consumatori.
Nel bel mezzo della filiera che sfocia nella movida case usate come depositi, come quella scoperta ieri in via Cavalca, in pieno centro. Un appartamento qualsiasi, dove alle 6 di mattina gli agenti della polizia municipale di Pisa (guidati dal comandante Michele Stefanelli) hanno fatto irruzione sequestrando 1.500 bottiglie di birra, oltre a decine di occhiali contraffatti di Rayban e Dior. Ichnusa, Heineken, Peroni, Moretti e Becks. Ma anche Tennent’s, Tuborg e Budweiser. Queste le marche di birra rinvenute, le stesse in vendita di notte in piazza dei Cavalieri e in piazza delle Vettovaglie.
Erano tutte in frigorifero quando i vigili urbani hanno bussato alla porta dell’appartamento, affittato da un italiano a uno straniero, che a sua volta lo aveva subaffittato a due cittadini cingalesi. Uno di loro, pedinato da giorni, è stato multato per tremila euro per deposito abusivo. Dal marzo al dicembre del 2017 – secondo quanto emerso – sarebbero stati 516 i verbali redatti per queste infrazioni dalla polizia municipale, per un ammontare teorico di 350mila euro. In pochi, però, hanno realmente pagato.
Le birre sequestrate saranno distrutte. Visto che si tratta di alcol, infatti, l’idea del comando è quella di non donare nulla: solo distruggere. «Con questa operazione – spiega Stefanelli – fatta di appostamenti e pedinamenti da parte degli agenti in borghese e di utilizzo delle immagini della videosorveglianza della zona di Vettovaglie e Cavalieri teniamo a sottolineare che l’obiettivo del nostro operato non è soltanto il contrasto alla vendita abusiva di alcol in strada, ma un’attività di indagine volta a sgominare l’intera filiera del commercio abusivo, andando a colpire soprattutto i distributori, l’anello iniziale della catena dell’attività criminale». —
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