Il Tirreno

Pisa

I numeri, le rivalità, i successi e gli insuccessi delle magistrature di Santa Maria, San Francesco, San Michele, Mattaccini, Satiri e Calci 

L’imbattibilità delle “aquile nere” e il celebre “giallo” della rondella

L’imbattibilità delle “aquile nere” e il celebre “giallo” della rondella

un po’ di storiapisa. Tramontana guida l’albo d’oro del Gioco del Ponte. Dal 1568 si sono disputate 144 edizioni: 68 hanno visto prevalere la parte boreale, 66 Mezzogiorno, 8 sfide sono finite in...

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un po’ di storia

pisa. Tramontana guida l’albo d’oro del Gioco del Ponte. Dal 1568 si sono disputate 144 edizioni: 68 hanno visto prevalere la parte boreale, 66 Mezzogiorno, 8 sfide sono finite in parità e due sono state sospese. Ecco la storia delle magistrature della Parte biancoceleste.

SANTA MARIA. La Magistratura biancoceleste appare alla fine del Seicento. L’impresa, secondo le due principali fonti iconografiche settecentesche, variava. Giovanni Maria Terreni raffigurava un fiore stilizzato di colore bianco e turchino. Nel manoscritto del Frosini compare invece la dea Flora. Nel 1742 l’insegna fu una cometa bianca su campo azzurro. Nel 1761 esistevano addirittura due truppe: Santa Maria della Torre e Santa Maria di Nodica. Dal 1982 ha collezionato 11 vittorie; nel 2009 era la squadra under 25 di Tramontana e vinse con i pari età dei Leoni in 3’15”. Santa Maria e Dragoni detengono un primato fino ad ora ineguagliato: quello di aver pareggiato una sfida. Nell’edizione 1982 Dragoni e Santa Maria si sfidarono al sesto combattimento sul risultato già deciso per Tramontana che conduceva per 4-1. Sfida che però non si disputò perché venne trovata sotto il carrello una rondella, rimasta dal montaggio, che Mezzogiorno ipotizzò essere una sorta di zeppa a favore degli avversari. Dopo una lunga contesa si decise di annullare il combattimento.

SAN FRANCESCO. Le edizioni del Gioco del Ponte che vanno dal 1568 al 1807 non comprendono San Francesco. Questa magistratura boreale compare per la prima volta nel 1935, dunque relativamente tardi, in occasione del debutto delle edizioni moderne del Gioco. Fu il Podestà dell’epoca, che abitava proprio nel quartiere, ad imporre la nuova magistratura. Il San Francesco, dopo il San Michele, ha il maggior numero di successi dalla ripresa del Gioco: 25. Sfida ricorrente, ben 10 volte, con il Sant’Antonio: dopo 8 successi consecutivi i biancorossi hanno però perso le ultime due sfide nel 2014 e 2015. Tra i capitani che hanno fatto la storia del San Francesco, Renzo Magnozzi.

SAN MICHELE. La letteratura del Gioco dà largo spazio alle gloriose aquile nere, presenti nella contesa sin dal 1618. “Generosa schiera” o “eroi” sono detti i combattenti in cotta giallonera e grandi lodi si sprecano per il loro condottiero, come ad esempio il Monti, capitano nel 1713. Nel 1700 San Michele è già saldamente ai vertici militari del Gioco: è uno dei due “affronti” di Tramontana, le milizie che per prime si presentavano sul ponte per ingaggiare battaglia e sostenere a lungo il peso maggiore. San Michele è da sempre considerata la squadra più forte di Tramontana e negli ultimi anni di tutto il Gioco. Vince in maniera ininterrotta dal 1998. Dal 2002 capitano è Roberto Biagi, detto Bob, che ha preso il posto di Antonio Pucciarelli. Solo i Dragoni ed i Delfini sono stati capaci di battere, due volte ciascuno, il San Michele dal 1982.

MATTACCINI. Agli inizi del Seicento due squadre si fregiavano del nome di Mattaccini: i Mattaccini Vecchi e i Mattaccini Nuovi. L’unione avvenne poco più tardi nel 1623. Un elegante arlecchino con un nastro nelle mani rappresenta i Mattaccini nella testimonianza grafica settecentesca lasciataci da Giovanni Maria Terreni, mentre nel manoscritto del Frosini del Ciarpa appare un rozzo mattaccino, “in atto di corso con un cartiglio o un laccio tra le mani”. I Mattaccini possono vantare nella loro storia una figura del Gioco come il capitan Luciano Di Sacco (uno dei pochi che partecipò all’ultima edizione prima dell’interruzione e a quelle dopo la ripresa nel 1982). 23 le vittorie dalla ripresa ad oggi che fanno dei Mattaccini la terza squadra con più successi.

SATIRI. Nel 1618 i Satiri entrano a far parte a pieno titolo del gruppo di milizie che si battono per la parte di Tramontana. Nel 1755 l’insegna di una parte della squadra fu un’incudine, mentre l’altra parte era chiamata “Satiri di Valdiserchio” con effige un pesce. Dopo i fasti degli anni Ottanta con capitan Ivano Del Bianco detto Attila, i Satiri hanno infilato una serie incredibile di sconfitte (ben nove edizioni) prima della rinascita con capitan Franceschini. La vittoria dell’anno scorso con capitan Nico Palla ha interrotto un’altra lunga serie negativa di otto sconfitte.

CALCI. Nel 1604 una squadra di combattenti definita in “abiti villani detta de’Calcesani” si batte nel Gioco e nel 1618, a testimonianza dell’importanza di questo centro nella manifestazione, ben due squadre si riferiscono a Calci: Calcesana e Val di Calci. Infine nel 1623 compare Calci. L’impresa è la Fama alata, che suona la tromba e reca un ramo d’ulivo o, alternativamente, un serto di alloro con due tube incrociate. Alla ripresa del Gioco del Ponte comincia la battaglia per riappropriarsi del nome Calci che gli viene riconosciuto nel 1990. Tra le imprese sul ponte si ricorda una epica resistenza nel 1991 contro i Delfini che consentì alla Parte di vincere alla “bella” proprio per lo sforzo che gli uomini di Marina dovettero sopportare per piegare Calci. 15 i successi dal 1982 ad oggi. —

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