Morta a 32 anni in ospedale il giudice: no all’archiviazione
Per il decesso di una barista la Procura ha indagato 18 tra medici e infermieri Il gip non vuole chiudere il caso e fissa un’udienza per decidere nuove iniziative
PISA. L’inchiesta non va archiviata. Se e come sarà necessario procedere lo stabilità il gip che ha fissato per settembre un’udienza ad hoc.
La morte di Ilaria Bernardoni, deceduta a 32 anni nell’aprile 2016 nell’ospedale di Cisanello, per il giudice Giuseppe Laghezza non può essere rubricata come semplice fatalità esente da colpe. E così il gip ha tradotto la sua opposizione alla richiesta del sostituto procuratore Lydia Pagnini dicendo no all’archiviazione. Sotto accusa ci sono diciotto tra infermieri e medici dei reparti di anestesia e rianimazione e cardiochirurgia assistito dall’avvocato Patrizio Pugliese. Tutti indagati per omicidio colposo in cooperazione. I familiari della 32enne, residente a Riglione che per anni ha lavorato nel bar dei genitori a Guamo, il bar Corte Cafè in via di Sottomonte, si sono affidati all’avvocato Simone Valentino.
Ilaria Bernardoni aveva seri problemi di cuore e a Cisanello morì dopo un ricovero d’urgenza. La consulenza medica disposta dalla Procura tenderebbe a escludere responsabilità dirette del personale coinvolto nelle indagini. La conclusione dell’accusa, però, non convince il giudice delle indagini preliminari che ha respinto l’archiviazione. Le opzioni possibili sono due: imputazione coatta con l’obbligo imposto al pm di formulare una richiesta di rinvio a giudizio o la disposizione di un supplemento di indagine. La 32enne barista era molto conosciuta a Riglione. Dal 2017 si corre il “Memorial Ilaria Bernardoni - Trofeo Alessio Galletti” , una partecipata gara ciclistica giovanile a cui prendono parte circa 200 giovani atleti.
Pietro Barghigiani
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