Il Tirreno

Pisa

Orina all’ingresso della gelateria e insulta tutti i clienti

di Stefano Taglione
Il titolare della gelateria “Il Gelato di Giada”, Michael Vannini, all’interno del suo negozio di via Battelli
◗
Il titolare della gelateria “Il Gelato di Giada”, Michael Vannini, all’interno del suo negozio di via Battelli

Pisa: la donna prima si spoglia nuda a un bar, poi si “incatena” al cancello del locale. Inutile l’intervento di tre ambulanze. Il titolare: «La polizia non ha potuto fare nulla»

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Prima si è spogliata al bar Caprice, poi con le braccia si è “incatenata” al cancello della gelateria “Il Gelato di Giada”, urinando nell’ingresso e insultando tutti i clienti che entravano, pure i bambini. Caos in via Battelli, dove venerdì 15 giugno una nomade si è scagliata inveendo per ore contro i passanti. Il primo episodio in mattinata, al caffè del civico 47, poi l’escalation dalle 22 alle 2 della notte fuori e dentro la gelateria. Per placare la furia della donna è dovuta intervenire per ben tre volte un’ambulanza, oltre a una volante della polizia di Stato «che purtroppo non ha potuto fare niente», rivela sconsolato il titolare dell’attività, Michael Vannini.

Secondo il racconto dell’imprenditore quello di venerdì non è un episodio isolato, dato che la nomade sarebbe solita comportarsi sempre in questo modo. «Tr**a», «Put***a», questi alcuni degli insulti urlati in via Battelli. «Gli agenti della questura ci hanno risposto “Ragazzi più di così non si può fare” – spiega Vannini – e li capisco, perché hanno ragione. Ma noi restiamo ugualmente insicuri, consapevoli che lo Stato non può fare nulla. Qualcuno deve proteggerci, mica possiamo agire da soli», rimarca il commerciante.

La donna è arrivata in via Battelli verso le 22, dopo che in mattinata si era denudata davanti ai clienti del Caprice. Ha ordinato un gelato, pagandolo regolarmente, poi ha iniziato a infastidire i clienti impedendo l’entrata nel locale. «Sono stato costretto ad accompagnarla fuori – ricostruisce Vannini – ma è rimasta in strada, fuori dal cancello. E ha continuando a ostacolare gli avventori». Immediate le chiamate a 113 e 118. «Purtroppo sono risultate senza esito – continua il commerciante – visto che non l’hanno né portata in questura, né gli hanno fatto un Tso. Una dottoressa ha parlato più volte al telefono con i propri superiori, attendendo istruzioni sul da farsi, ma nulla si è risolto».

Nel frattempo – mentre l’ambulanza andava e veniva – la nomade si allontanava e tornava. «È un’emergenza – tuona Vannini – e sono indignato. Con l’aggressione ai carabinieri di via Cammeo abbiamo toccato il fondo, ma non possiamo permettere che neanche questa sia la normalità. È vero: rispetto a stazione e piazza delle Vettovaglie siamo più fortunati – conclude – ma ugualmente stufi. Come quando c’è il mercato: non puoi parcheggiare che ti assediano decine di venditori abusivi o elemosinanti».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino