Il presidio
Truffa dei biglietti per la sosta alla Pam ex addetto a processo
PISA. Quando capirono che tra entrate e uscite parte degli incassi rimaneva fuori dalla contabilità decisero di fare qualche accertamento e la conclusione fu drastica: il licenziamento. E quattro...
PISA. Quando capirono che tra entrate e uscite parte degli incassi rimaneva fuori dalla contabilità decisero di fare qualche accertamento e la conclusione fu drastica: il licenziamento. E quattro dipendenti della Copisa, la cooperativa che dal 1990 al 2014 ha gestito il parcheggio di piazza Del Sarto adiacente al supermercato Pam sul viale delle Cascine, furono messi alla porta.
Ora uno di questi quattro lavoratori, che ha sempre respinto le accuse dell’azienda e impugnato il provvedimento in sede civile, si ritrova sotto processo con l’accusa di truffa. Rocco Falci, 59 anni, di Pisa, venne querelato dalla cooperativa che si è costituita parte civile. L’imputato, difeso dall’avvocato Roberto Nocent, ieri non era presente in aula davanti al giudice Elsa Iadaresta (pm onorario Giuseppe Pepe). È stato sentito uno dei responsabili della coop che ha spiegato quelle che furono le contestazioni inserite nella querela. Il processo ha portato in superficie un sistema che lasciava margini di azione agli addetti del parcheggio, sulla cui titolarità della coop ad operare a pagamento senza concessione in passato ci sono state scintille tra Comune e opposizione. In pratica per i clienti della Pam la sosta era gratuita per due ore. All’ingresso venivano dati dagli addetti dei foglietti di carta che all’uscita gli utenti restituivano. Solo che a seconda della categoria di utilizzatori del piazzale veniva praticata una tariffa diversa. Succedeva, ha spiegato il referente di Copisa, che se un utente doveva pagare un prezzo pieno e invece veniva registrato con il ticket agevolato, nelle casse entravano e venivano registrati i soldi del biglietto a prezzo ridotto. E la differenza se la intascavano gli operatori infedeli, è stata la tesi della coop contestata anche all’imputato. Quella di fare la cresta sulla sosta a pagamento prima a portato a quattro licenziamenti e ora a un processo per truffa.(p.b.)
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