«La faccio finita» e si uccide in Arno
Trovato il cadavere del sessantenne scomparso da mercoledì Era ai domiciliari: il suicidio nel fiume annunciato in un biglietto
PISA. Sul tavolo di cucina aveva lasciato un biglietto inequivocabile: «La faccio finita, mi butto nell’Arno». E così ha fatto. È stato ritrovato alle 9.40 di ieri nei pressi del lungarno Guadalongo il corpo senza vita di un sessantenne nato in provincia di Pisa, che da quasi 24 ore era scomparso da casa. Polizia e carabinieri – come anticipato ieri dal Tirreno – lo stavano cercando in tutta la città, dopo che l’uomo si era allontanato dall’abitazione – dove si trovava agli arresti domiciliari da un anno per il reato di violenza sessuale – a mezzogiorno di mercoledì.
A notare il cadavere il direttore della scuola di canottaggio dei vigili del fuoco di Pisa, Alessandro Simoncini, arrivato in auto con un carrello agganciato per trasportare una barca in darsena. Il caposquadra del comando di via Matteotti, che era a conoscenza delle ricerche, ha subito avvisato la centrale operativa, che ha poi girato la segnalazione alla polizia di Stato. Sul posto, poco dopo, sono arrivati il vicequestore aggiunto Rita Sverdigliozzi, il capo delle volanti Fabrizio Valerio Nocita e la pubblico ministero Lydia Pagnini, insieme ai pompieri (i primi ad arrivare in zona) e alla polizia scientifica, che ha svolto i rilievi.
Il cadavere era immerso nel fiume riverso a testa in giù, forse impigliato alle cime fra la banchina e una canoa. Non ci sarebbe alcun dubbio sul suicidio, annunciato dall’uomo nel biglietto. Il sessantenne si sarebbe tolto la vita poco dopo, forse già mercoledì. «Quel giorno mi trovavo lì per gli allenamenti dei ragazzi – rivela Simoncini – ma non avevo notato nulla. So comunque che quell’area era già stata battuta».
Fortuna ha voluto che alla scuola ci fosse solo Simoncini, visto che da lunedì – con l’inizio dei campi solari estivi – la struttura di lungarno Guadalongo, inaugurata lo scorso anno, sarebbe stata piena di bambini. «Mercoledì avevo visto i miei colleghi in servizio effettuare alcune ricerche nel fiume, ma non sapevo minimamente di cosa si trattasse – continua Simoncini – poi stamani (ieri per chi legge ndr) ho visto il cadavere vicino al pontile e ho subito immaginato che fosse la stessa persona scomparsa. Non ho potuto fare altro che allertare la centrale operativa, che ha poi avvisato la polizia».
La salma dell’uomo, su disposizione del pm, è stata trasferita dalle onoranze funebri della Pubblica assistenza di Pisa all’istituto di medicina legale del Santa Chiara, dove rimane a disposizione del magistrato.
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