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Pisa

«Spero rimanga la certezza del buon governo»

«Spero rimanga la certezza del buon governo»

Marco Filippeschi: «Per guidare questa città occorre tanto lavoro»

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PISA. «Mi raccomando, stavolta vota bene», scherza un elettore stringendo la mano al sindaco Marco Filippeschi. «Penso di averlo sempre fatto», risponde con un sorriso il primo cittadino mentre con la moglie attende nel seggio numero 1 allestito alle scuole Toniolo di entrare nella sezione numero 3 ed apporre sulla scheda elettorale il suo ultimo voto da sindaco.

Sono le 11.50. Il seggio è semideserto. Il primo cittadino si incammina verso la corsia sinistra della sezione, quella riservata agli uomini, e dopo aver esibito documento e tessera elettorale si dirige con la scheda elettorale nella cabina numero 2. Ore 11.53, dopo aver fatto cadere nell’urna la scheda, Filippeschi lascia la sezione. Il sorriso sembra nascondere la preoccupazione per un’elezione del governo cittadino mai così incerta, con il centrodestra che in una delle ultime roccaforti rosse della Toscana si è affacciato all’uscio di Palazzo Gambacorti. «È una fase di incertezza, di grande incertezza, ma spero si mantenga la certezza del buon governo», sottolinea mentre con la moglie lascia la sezione di via Qualquonia. «Questo - dice Filippeschi dopo il suo ultimo voto da sindaco - è per me un momento di commozione, ma allo stesso tempo anche di speranza. I Comuni sono stati una frontiera di certezze nella grande crisi che ha colpito il Paese nell’ultimo decennio e per questo bisogna continuare a guardare avanti. Al prossimo sindaco di Pisa consiglio di non guardare al colore politico di appartenenza, ma al bene della città. Per guidare una città come Pisa bisogna avere una visione ampia, non considerarla una città provinciale, ma di respiro europeo ed internazionale. Allo stesso tempo - avverte il sindaco uscente - occorre avere una particolare attenzione e prendersi cura delle fasce più deboli della popolazione e di chi soffre il disagio sociale, lavorando parallelamente per valorizzare le politiche di innovazione».

Temi rimasti ai margini della campagna elettorale, quasi monopolizzata dalle ricette per combattere il degrado e per aumentare i livelli di sicurezza. «Aspetti importanti, quest’ultimi, fondamentali per la vita cittadina. Su questi temi ci siamo impegnati tanto, ma abbiamo avvertito una certa solitudine», prosegue Filippeschi riferendosi agli impegni spesso non mantenuti dal ministero e alle politiche di Palazzo Gambacorti non sostenute dagli organi centrali. «Pisa ha tanti bei progetti di sviluppo, su tutti i fronti, ma per guidare una città come Pisa occorre tanto lavoro: un impegno costante e uno studio continuo per rimanere nella scia dei cambiamenti e dell’innovazione e per mantenere rapporti internazionali, fondamentali per lo sviluppo della città», conclude Filippeschi mentre lascia la sezione, attraversata per l’ultima volta nelle vesti di sindaco. (d.r.)

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