«Delusi di sinistra come me ora serve il nostro voto»
PISA. «In un momento di pericolo per il tessuto democratico, si presentano alla mia memoria storie personali e storie collettive: sono queste che mi hanno spinto a candidarmi alla carica di...
PISA. «In un momento di pericolo per il tessuto democratico, si presentano alla mia memoria storie personali e storie collettive: sono queste che mi hanno spinto a candidarmi alla carica di consigliere comunale nella lista “con Danti per Pisa”». Così si presenta Giuliano Campioni, docente universitario. «Proviamo ad aprire - dice - una finestra sul dopo 10 giugno. Lo scenario più probabile è il ballottaggio tra Andrea Serfogli e Michele Conti, con un Movimento 5 Stelle di fatto già schierato sul candidato della destra. È evidente che la vittoria di un candidato leghista andrebbe a cambiare sensibilmente le politiche sociali e culturali adottate in tutti questi anni nella nostra città: una città democratica, aperta e accogliente. Perché di questo parla la nostra storia».
«Si tratta ora di capire – spiega Campioni – se il popolo della sinistra pisana, quella sommersa, delusa, arrabbiata, sia oggi disposto ad appagare la propria legittima delusione con la consegna della città ad un sindaco leghista con un orgoglioso passato di uomo di destra. Anch’io rientro nella categoria dei delusi e non nascondo la difficoltà nello scrivere queste righe. Avevo pensato a un mondo diverso, per questo sogno mi sono battuto in prima persona e sulla mia pelle scottano delusione e sconfitte. Ma non solo: l’attività concreta nel sociale mi ha fatto incontrare sensibilità con punti di partenza diversi dal mio, ma convergenti su obiettivi concreti di diritti e di inclusione. Oggi è il momento di ritrovare unità di intenti e compattezza. Ognuno - conclude Campioni - voti al primo turno per il proprio candidato e dia voce alle diverse espressioni della sinistra, perché c’è bisogno di tutta la nostra intelligenza. Per un eventuale ballottaggio, però, penso che sia un dovere per le donne e gli uomini della sinistra riunirsi e resistere sotto un’unica bandiera».
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