Nuovo ospedale, ricorso al Tar contro l’assegnazione
Pessina Costruzioni (seconda classificata) contesta l’aggiudicazione alla Inso. Il duello legale in vista dell’apertura del cantiere per centinaia di milioni di euro
PISA. La seconda classificata nella gara per l’assegnazione dell’appalto per il Nuovo Santa Chiara ha fatto ricorso al Tar contro l’aggiudicazione dei lavori alla prima in graduatoria. Sullo sfondo c’è un cantiere da oltre 400 milioni di euro, più 120 per l’operazione di recupero del vecchio Santa Chiara. Pessina Costruzioni Spa porta davanti al Tar l’Azienda ospedaliera chiedendo la sospensione degli atti e sostenendo di aver subìto un danno per come sono stati esaminati e calcolati, sotto forma di punteggi, i requisiti che poi hanno portato all’assegnazione del maxi-appalto alla Inso. Si va dalla valutazione di alcuni parametri al profilo professionale di uno dei soggetti che fa parte del raggruppamento temporaneo di impresa che ha vinto la gara. Nel ricorso si chiede ai giudici di accertare anche la veridicità e l’esattezza di alcuni valori utilizzati nella stesura dei punteggi. Quelli che alla fine, tra tecnici (sono 22 gli elementi) ed economici (sono 15), hanno proiettato la Inso al primo posto. Il Tar si dovrà pronunciare sulla richiesta di sospensiva avanzata da Pessina Costruzioni, una società che tra strade, ospedali e centri residenziali ha nel suo curriculum cantieri in tutta Italia. Il suo nome è finito in passato sotto i riflettori anche per aver acquistato il giornale del Pd, “L’Unità”, attraverso una società poi fallita. Se e quanto il ricorso influirà sulla partenza del cantiere è materia su cui dovranno pronunciarsi i giudici. L’accoglimento della sospensiva sarebbe un paletto piazzato al momento dello start. Il no allo stop provvisorio dell’assegnazione, salvo poi andare avanti con la causa per discuterla nel merito, esporrebbe l’appalto all’ombra lunga di un’eventuale giudizio favorevole per il ricorrente a cantiere avanzato. Ad aprile è stato firmato il contratto tra Aoup e Inso, capofila della Rti di cui fanno parte Consorzio Integra e Gemmo Spa. Per il completamento dell’ospedale di Cisanello, che accoglierà i reparti rimasti al Santa Chiara, è prevista la costruzione di edifici a uso sanitario e didattico da realizzare in quattro anni per un totale di 642 posti letto che si aggiungeranno ai 1.100 attuali (252 milioni di euro). Prevista anche la gestione e la manutenzione per nove anni sia dei nuovi edifici che di quelli precedenti e le operazioni di trasferimento dei reparti dal Santa Chiara a Cisanello per un costo di 430 milioni di euro. L’aggiudicatario dovrà, inoltre, acquistare (120 milioni di euro) e alla valorizzazione immobiliare dell’ex Santa Chiara secondo il piano Chipperfield.
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