Il Tirreno

Pisa

Operato di tumore rimane disabile

Operato di tumore rimane disabile

A 39 anni subisce un danno all’occhio: il pm chiede l’archiviazione dei medici

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Da Potenza, in Basilicata, ha scelto di risalire lo Stivale fino a Cisanello perché lo riteneva un centro di eccellenza sanitaria. Il suo problema, a 39 anni, era un tumore alla tiroide. Che doveva subito essere operato. Peccato, però, che il paziente dopo l’intervento sia rimasto disabile, con un danno permanente all’occhio: la sindrome di Bernard-Horner, un problema al tronco del sistema nervoso simpatico cervicale.

Abbassamento della palpebra, rientro dell’occhio nell’orbita e restringimento della pupilla: questi alcuni sintomi della malattia. Secondo il paziente lucano – assistito dall’avvocato potentino Rocco Mangiamele – tutto sarebbe partito dalla scelta di effettuare l’intervento non con una tecnica mininvasiva, bensì con una ordinaria. Una scelta – quest’ultima – che ha comportato un allargamento della ferita necessaria per compiere l’operazione. Per questo motivo, per colpa medica, sono indagati i chirurghi che si sono occupati dell’operazione, che ha visto comunque una riduzione della massa tumorale: il professor Gabriele Materazzi, Luigi De Napoli e Niccolò Furbetta. Per loro, in ogni caso, il pubblico ministero ha chiesto l’archiviazione, con l’opposizione del legale della parte offesa, mentre il giudice Pietro Murano si è riservato.

L’intervento risale all’11 dicembre del 2013. L’avvocato Mangiamele, fra l’altro, lamenta ritardi nelle indagini visto che, secondo quanto da lui ricostruito, per il primo anno e mezzo l’inchiesta non è andata avanti dato che ci sarebbero stati problemi a «ritrovare la denuncia», probabilmente persa, che ha avuto seguito solo qualche tempo dopo. I medici – difesi dagli avvocati Annarosa Francini e Caterina Marcacci Belaise – ritengono che sull’esito dell’operazione non ci sia stata alcuna imperizia o colpa medica, dato che l’intervento sul tumore alla tiroide è comunque riuscito.

Il problema all’occhio – che porta il nome di sindrome di Bernard-Horner – sarebbe stato provocato da una recisione nell’ambito dell’operazione e l’avvocato Mangiamele spiega che il paziente, suo assistito, non sarebbe stato informato della possibile complicanza, seppur rara. (s.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera