Il Tirreno

Pisa

Il Comune termina i lavori all’Acquedotto Riaperta via Bellini

di Sharon Braithwaite
Il Comune termina i lavori all’Acquedotto Riaperta via Bellini

Strada accessibile dopo l’intervento di Palazzo Gambacorti Serfogli: «Dobbiamo consolidare questo tratto a rischio»

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SAN GIULIANO TERME. Il Comune di Pisa ha terminato i lavori di messa in sicurezza dell’arco dell’Acquedotto mediceo che sovrasta via Bellini ad Asciano e la strada è stata riaperta nella giornata di ieri. Venerdì pomeriggio l’assessore ai lavori pubblici Mauro Becuzzi aveva informato l’amministrazione pisana, proprietaria del monumento, del cedimento segnalato da un cittadino.

Dei calcinacci e pezzi di mattone erano caduti sul manto stradale, imponendo la chiusura della via a tutela dell’incolumità. «Siamo intervenuti subito nella giornata di sabato. Sono state rimesse le giunte tra i mattoni con l’inserimento di malta», spiega Sergio Alabiso, architetto del Comune. L’intersezione in via Bellini è rimasta chiusa al traffico per tutto il weekend e anche lunedì per permettere alle malte di asciugarsi. «I lavori sono costati 47.000 euro, siamo intervenuti in somma urgenza», dice Andrea Serfogli, assessore al bilancio e ai lavori pubblici e candidato del centro-sinistra a sindaco di Pisa.

Lo storico Acquedotto, costruito per volontà dei Medici tra il 1588 e il 1595, attraversa la piana pisana e insiste principalmente sul territorio sangiulianese. Oggi costeggia una frequentata pista ciclopedonale che da Ghezzano arriva fino ad Asciano. È proprio nella frazione sangiulianese, nei pressi di via sant’Elena, si trova il tratto più ammalorato: l’ultimo intervento-tampone per scongiurare ulteriori crolli nel 2014, quando Palazzo Gambacorti intervenne per evitare il cedimento della struttura nella località ascianese. Dei lavori di messa in sicurezza che però non hanno risolto il problema, anzi i rilievi dei tecnici e della Soprintendenza evidenziarono che il consolidamento non è più rinviabile.

Un’ampia porzione del monumento resta in piedi grazie a dei blocchi di cemento e dei tiranti di acciaio. «L’aspetto su cui posso impegnarmi, con la certezza di avere risultati, è quello di consolidare questo tratto dell’Acquedotto più a rischio: rappresenta un’emergenza e si rischia il deperimento di una parte importante del monumento – aggiunge Serfogli -. Partendo dagli studi preliminari vorrei fare una progettazione complessiva, con indagini tecniche e geologiche per avere un quadro definitivo del costo, e vorrei cercare le risorse necessarie». Il recupero e la riqualificazione dell’Acquedotto è inserito nel programma elettorale della coalizione di centro-sinistra (Pd più liste civiche).

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