Il Tirreno

Pisa

Ma la Biblioteca resta un cantiere

di Sharon Braithwaite
Ma la Biblioteca resta un cantiere

Lavori a doppia velocità nel palazzo: dubbi e tempi più lunghi per la Bup

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PISA. Il contrasto tra le pareti da poco intonacate del Palazzo e il cantiere ancora in alto mare nella Biblioteca universitaria è stridente. In sei anni, tanto è durata la chiusura della Sapienza, il ministero dei Beni Culturali non è riuscito a terminare i propri lavori di restauro e riqualificazione. Se gli interventi di messa in sicurezza sono terminati in tutto il complesso, devono ancora iniziare quelli relativi agli impianti e alle rifiniture al primo piano. I locali oggi sono ancora spogli, senza pavimenti ed infissi. Le vecchie porte sono accatastate e le stanze ospitano materiali edili, come vernici e arnesi.

«Siamo in fase di validazione del progetto, è questione di giorni. Dopodiché partirà la procedura di appalto, gestita da una società esterna - spiega Daniela Fabiani, responsabile del procedimento -. I lavori di consolidamento strutturale e dei solai sono stati già eseguiti dall’Università e per dar loro modo di farli in maniera celere abbiamo rimosso da tempo i pesanti volumi ospitati nella biblioteca. Mancano da fare i lavori di allestimento e impiantistica».

La biblioteca universitaria, di competenza statale, vanta un patrimonio librario di circa 71mila volumi ed opuscoli, oltre a 7mila cinquecentine e 2.500 manoscritti. Oggi sono in parte conservati nei depositi dell’Archivio di Stato a Lucca e in parte al Museo di San Matteo. «Non credo che tutti i volumi torneranno nella Sapienza. Ci sono problemi strutturali che non consentono di aumentare i carichi. Stiamo studiando la migliore soluzione, quella di Lucca è una sistemazione provvisoria. I libri torneranno a Pisa». Il sovrintendente Andrea Muzzi afferma: «Le cose stanno procedendo. Spero si riesca a terminare i lavori entro il prossimo anno». Nel giorno che rappresenta anche l’anniversario della chiusura del Palazzo della Sapienza, l’associazione “Amici della Biblioteca Universitaria” esprime il proprio rammarico per la mancata riapertura della Bup. «Che ci siano voluti sei anni e 15 milioni di euro per rifare il palazzo, a memoria umana l’unico a Pisa danneggiato per un terremoto, non è fine ricordarlo - si legge in una nota -. Il palazzo non è in grado di sopportare il numero delle matricole e la didattica di Giurisprudenza deve spostarsi in aree più funzionali. In Sapienza resterà la didattica superiore e gli studi dei professori. I rettori Augello e Mancarella non hanno sentito la necessità di agevolare il rientro della Biblioteca Universitaria. La Biblioteca resta divisa e praticamente inutilizzabile: la direzione in Sovrintendenza, la consultazione a San Matteo dei libri per i tre quarti spostati addirittura a Lucca, che vanno richiesti di volta in volta (i restanti in altri edifici pisani). A due settimane dalle elezioni in cui, più che in ogni altra occasione, si sente la profonda mancanza di una prospettiva, di una sintesi della cultura e della vita cittadina».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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