Il Tirreno

Pisa

«La nuova Arena diventerà certezza»

di Francesco Loi
«La nuova Arena diventerà certezza»

Raffaele Latrofa, candidato sindaco della lista “Pisa nel cuore”

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PISA. Spera, crede, sogna di poter essere l’outsider di questa campagna elettorale. Raffaele Latrofa, candidato sindaco della lista “Pisa nel cuore”, lancia stoccatine all’area di centrodestra da cui proviene. Tenta la corsa in autonomia aspettando il risultato del primo turno. “Pisa città dei doveri” è l’espressione chiave del suo impegno.

Latrofa, un aggettivo per definire la Pisa di oggi...

«Fuori controllo, abbandonata. Manca una regia da parte di chi dovrebbe controllare i vari aspetti della vita della città, a partire dalla sicurezza dei cittadini, specialmente le fasce deboli che sono quelle più esposte, per arrivare agli appalti».

Un aggettivo per definire la Pisa del futuro (come la vorrebbe)...

«Riconoscibile nel mondo. Che trasmetta la bellezza pisana soprattutto fuori dai confini locali».

Tre parole chiave del suo programma...

«Pisa città dei doveri. Controllo. Bellezza».

La prima cosa che farebbe da sindaco...

«Vado dal prefetto per presidiare gli interessi dei cittadini sul problema sicurezza».

E allora cosa chiederebbe da sindaco a prefetto e questore?

«Meno “tavoli” e più azioni concrete. Ho già incontrato il questore e il comandante dei carabinieri, illustrando il mio programma sulla sicurezza e l’apporto che può dare il Comune. A partire da una diversa gestione della polizia municipale: turno di notte, vigile di quartiere, telecamere intelligenti, messa a sistema delle telecamere private proponendo sgravi fiscali ai commercianti, un presidio della polizia municipale lontano dal centro, l’assunzione di venti agenti in più. Tutte cose che diciamo da febbraio incontrando i cittadini nei quartieri e che in tanti ci hanno copiato: questo ci rende anche un po’ orgogliosi. Inoltre, a chi ha la responsabilità dell’ordine pubblico, chiederò di aiutarmi a cambiare il clima in città, dovrà spargersi la voce che questa è anche la città dei doveri. Per cominciare, multe elevatissime a chi compie atti di degrado, dagli studenti ai turisti. E soprattutto forte pressione, con tutti i mezzi leciti a disposizione, per il rispetto della legge e della convivenza civile nei confronti dei tanti balordi che girano per Pisa e che in molti casi taglieggiano i cittadini: basta pensare a quanto accade ai parcheggi dell’ospedale di Cisanello».

Una questione “storica”: come legare di più città e università?

«Pisa oggi non è una città universitaria, ma una città con l’Università. L’ambizione è di trasformare Pisa in una città universitaria a tutti gli effetti, con ciò che comporta. Il rapporto con il rettore dovrà essere una costante dell’azione amministrativa. L’Ateneo è il primo proprietario di immobili della città, un interlocutore determinante per le scelte urbanistiche. E dovrà essere una sponda decisiva nel rapporto corretto con gli studenti. Una piccola cosa, ma vorremo che quando un giovane si immatricola a Pisa firmi anche la “Carta dei doveri”: lo studente arriva qui per frequentare un’Università di eccellenza in una città d’eccellenza che deve essere rispettata. Non è più tollerabile vedere piazza dei Cavalieri in questo stato, il rettore dovrà spiegare alla popolazione studentesca che questo andazzo non va bene nemmeno all’Università. Ma l’Ateneo deve essere il partner privilegiato per mettere a frutto il suo sapere. La Pisa Card che abbiamo nel programma, ad esempio, può essere sviluppata attraverso la conoscenza tecnologica formata nelle nostre Università».

Aeroporto e People Mover: la strategia?

«Quando sarò dal prefetto, lo informerò anche dell’intenzione di revocare l’ordinanza anti-bus. Il People Mover è una mia battaglia: ho sempre detto che non si tratta di un’opera a costo zero e che i pisani si sarebbero ritrovare a pagarne una parte; ora lo dicono anche Fontanelli, Filippeschi e Cerri. Noi abbiamo un progetto articolato che mira a spostare a sud il terminal dei bus turistici, anche attraverso una “carta a tempo” per stare in città più a lungo, usufruendo dei servizi pubblici e di sconti per visitare le bellezze di Pisa. Due i passaggi essenziali: ripulire e bonificare, specialmente dai balordi, la stazione (dove arriva il People Mover) e renderla un “salotto”; e riqualificare il percorso Duomo-via Pietrasantina, nel cui parcheggio vi saranno le navette per riportare i turisti al People Mover. L’altra esigenza è risolvere il nodo di via Rindi, con un sottopasso o sovrappasso ferroviario: per questo vorremmo lanciare un concorso di idee a carattere internazionale».

Quale rapporto e quali impegni per le periferie?

«Le periferie sono state pensate urbanistiche male, in particolare Pisanova. Poi sono state anche abbandonate, la sinistra ha tradito completamente i cittadini e specialmente il suo elettorato di riferimento. Dobbiamo invece garantire una qualità di vita diversa. Un modo (oltre ad investire sulle manutenzioni) è cambiare i criteri di assegnazione delle case popolari, escludendo chi ha problemi con la giustizia oppure possiede un immobile nel Paese di provenienza. I fondi Piuss sono stati sfruttati solo per tagli del nastro in centro città, mentre potevano essere utilizzati anche per le periferie».

Un’idea per il litorale?

«Nei primi cento giorni da sindaco darei il via alla riqualificazione di piazza Viviani. Ho già pronta la bozza di intesa con l’Azienda ospedaliera che non aspetta altro da anni e si può fare. Vorrei una passeggiata a Marina che esalti lo spettacolo del rapporto diretto con il mare, anche installando finalmente le piattaforme di legno sulle spiagge di ghiaia. A Tirrenia occorre togliere dal degrado l’ex Ciclilandia e rendere piazza Belvedere più elegante. Ai titolari degli stabilimenti balneari bisogna dare la possibilità di fare investimenti con la certezza di avere di fronte un arco temporale congruo. Il “brand” Pisa, che abbiamo già studiato grazie alle competenze manageriali della nostra candidata Cristiana Toccafondo, prevede anche una linea di arredo urbano dedicata al litorale. A Calambrone dobbiamo impostare un diverso utilizzo del teatro. Per tutte le realtà della nostra costa dobbiamo mettere in campo sinergie capaci di valorizzare congiuntamente alle manifestazioni del Giugno Pisano, con un collegamento costante delle iniziative tra città e litorale».

Uno dei suoi cavalli di battaglia è il progetto di restyling dell’Arena Garibaldi. Ma lo ritiene un progetto facilmente realizzabile, anche in rapporto alle esigenze del quartiere?

«Latrofa fa l’Arena nuova. Questo è un punto fermo del nostro impegno, l’amministrazione comunale avrà un ruolo centrale in questa partita».

In caso di ballottaggio, sarà scontato il suo appoggio al centrodestra del candidato Michele Conti?

«Dai numeri che abbiamo pensiamo di arrivare noi al ballottaggio. Altre ipotesi ad oggi non ne prendiamo in considerazione. Poi vedremo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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