Italia
In carrozzina ai lavori socialmente utili
Ha 27 anni ed è tetraplegico per colpa di un incidente in moto, ma per il giudice non conta e arriva la condanna
PISA. Due anni fa, mentre era in vacanza ai Caraibi, è rimasto tetraplegico. Costretto alla sedia a rotelle dopo un maledetto incidente in moto. La vita di Iacopo Lazzeri, 27 anni, di Pontedera, è cambiata in Repubblica Dominicana il 16 marzo del 2016, sotto il sole dell’America centrale. Da quel giorno il giovane pontederese ha un’inabilità lavorativa del cento per cento. Così recita un documento mostrato dal suo avvocato, Alessandro Nascente.
Ma come se non bastasse, ieri mattina, Iacopo è stato condannato dal Tribunale di Pisa a 18 giorni di lavori socialmente utili per guida in stato di ebbrezza, da effettuare alla Pubblica assistenza di Pontedera. In carrozzina, forse come centralinista, o comunque al front office della struttura. Lazzeri, che nel frattempo mantiene il sorriso e continua a vivere la sua vita, il 10 giugno del 2015 venne fermato dalle forze dell’ordine mentre stava tornando in macchina dalla discoteca Boccaccio, a Calcinaia. Era con i suoi amici. «Uno di loro non stava bene, aveva bevuto troppo, quindi guidavo io la sua auto, era una Peugeot 107», ricorda. Secondo quanto ricostruito dalla procura, al giovane è stato riscontrato un tasso alcolemico oltre il doppio del limite consentito, per questo ieri è stato condannato in rito abbreviato a 14 giorni di reclusione e 800 euro di ammenda, tramutati in 18 giorni di lavori di pubblica utilità.
Il ragazzo, però, sostiene che il risultato emerso dagli strumenti di rilevazione sarebbe stato alterato dalle sue condizioni di salute, visto che in passato ha subìto un trapianto di rene, circostanza che può sballare i valori del sangue. «Io avrò bevuto solo due bicchieri, ma diverso tempo prima», dice. È uno dei temi sui quali, ieri mattina, l’avvocato si è battuto in camera di consiglio. La sua insufficienza renale. Con Nascente che ha anche posto una questione di incostituzionalità in merito alla possibilità di svolgere i lavori socialmente utili, visto che l’aiuto di Lazzeri sarebbe stato rifiutato da diverse confraternite. «Per me Jacopo doveva essere assolto – dice Nascente – dato che i lavori di pubblica utilità sono pensati per aiutare chi ha bisogno, ad esempio i ragazzi down o i giovani come Jacopo, che sono su una sedia a rotelle. Lui non può essere condannato a questa pena. Diverse associazioni di soccorso, infatti, ci avevano già detto che non lo avrebbero accettato. Poi, dopo diversi tentativi, siamo riusciti a chiudere un accordo con la Pubblica assistenza di Pontedera».
Per ora, comunque, la sentenza non diventerà esecutiva. Il suo legale, infatti, presenterà ricorso alla Corte d’appello di Firenze. Lo ha annunciato ieri, pochi minuti dopo la sentenza. «A mio parere – sostiene – condannarlo ai lavori socialmente utili è incostituzionale. È vero che questa è una pena alternativa al carcere o agli arresti domiciliari – prosegue l’avvocato – ma lui essendo un cittadino italiano ha diritto a una pena alternativa, che però non può svolgere per via delle sue condizioni di salute, a causa della disabilità. Almeno non adesso. O comunque non entro i prossimi tre mesi, come ha spiegato il giudice pronunciando la sentenza».
Il giovane, per spostarsi, purtroppo al momento non è autonomo. Non vive lontano dalla Pubblica assistenza di Pontedera, ma non può nemmeno andarci da solo. «Dovrebbero venirmi a prendere con un loro mezzo – dice – togliendo un servizio a qualcun altro. Non è giusto».
@taglions. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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