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Scrive parole offensive su Fb accusata di diffamazione
PISA. Una scrittura a ruota libera sulla bacheca di Facebook. Spazio virtuale che diventa concreto nei contenuti. E potenzialmente capace di fare danni. Così capita che quando una mamma scrive in...
PISA. Una scrittura a ruota libera sulla bacheca di Facebook. Spazio virtuale che diventa concreto nei contenuti. E potenzialmente capace di fare danni. Così capita che quando una mamma scrive in modo generico, ma allusivo «sei una demente, psicolabile, poverina» chi partecipa alla conversazione su Fb si sente chiamata in causa. E lo fa rispondendo all’autrice del post: «Se ti riferisci a me abbia il coraggio di dirlo». La risposta è un like. Un gesto che si è trasformato in una querela per diffamazione per la quale il pm Aldo Mantovani ha chiesto l’archiviazione. La querelante si è opposta e ieri mattina il caso è finito davanti al gip Giulio Cesare Cipolletta per discutere l’opposizione al decreto di archiviazione. Il legale dell’indagata - le parti vivono a San Miniato – l’avvocato Marco Meoli non solo ha chiesto il non luogo a procedere, ma ha sottolineato che non si configura il reato di diffamazione perché la conversazione era diretta in uno scambio di botta e risposta tra le parti, ma al limite l’ingiuria. Reato depenalizzato. Il gip si è riservato la decisione.(p.b.)
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