Il presidio
Guida in stato di ebbrezza ma era in bicicletta
PISA. Lui, l’imputato, neanche sa di essere finito sotto processo. È arruolato d’ufficio in quell’esercito di nomi vaganti che vengono giudicati e finiscono per collezionare condanne a loro insaputa....
PISA. Lui, l’imputato, neanche sa di essere finito sotto processo. È arruolato d’ufficio in quell’esercito di nomi vaganti che vengono giudicati e finiscono per collezionare condanne a loro insaputa.
Eppure in Tribunale hanno dovuto tenere un’udienza che lo riguarda per un fatto avvenuto nel 2014. Un processo frutto di una denuncia avviata sui binari degli automatismi giudiziaria. E per un reato che sollecita più il sorriso che allarme sociale.
Quando Vladimir Manov, 36 anni, bulgaro, venne fermato dai carabinieri era in sella a una bici. Il suo stato era più barcollante che scattante. Nel cestino aveva una bottiglia di alcolico. Un indicatore sospetto sulla condizione poco brillante esibita dal tipo in bicicletta. Gli chiesero i documenti e anche di sottoporsi all’alcoltest. Sull’identità non oppose rifiuti. Sull’etilometro sì. Di qui la denuncia come se fosse risultato positivo all’alcoltest. Difeso dall’avvocato Erminia Imperio, il bulgaro non era in aula. Il giudice Antonella Frizilio ha rinviato l’udienza al prossimo anno. Nel frattempo si cercherà di rintracciare l’imputato.(p.b.)
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