Il presidio
SE LA GIUSTIZIA LENTA DIVENTA COMPLICE
La commissione di inchiesta sul femminicidio del Senato rileva che in Italia le indagini per stalking durano in media 287 giorni. In Toscana, nel distretto della Corte d’Appello di Firenze, 313...
La commissione di inchiesta sul femminicidio del Senato rileva che in Italia le indagini per stalking durano in media 287 giorni. In Toscana, nel distretto della Corte d’Appello di Firenze, 313 giorni: meno di un anno. Non così male. Se le donne fossero statistiche sarebbe (in parte) vero. E se anche la paura si contasse in numeri e non in brividi. Invece, la paura si misura in respiri: quelli che ti mancano. In movimenti: quelli che perdi. La paralisi, il soffocamento sono la misura della paura. Un’ora di terrore non segna 60 minuti di orologio. È al di fuori del tempo conosciuto. Chi è vittima di violenza, quando manca la luce non cerca una candela: precipita nel panico. E un sistema giudiziario che per 6 anni ti inchioda alla paura è complice nello stalking. Rischia di far proseguire nelle aule giudiziarie gli atti violenza iniziati fuori. E non è neppure garantista per gli indagati/imputati: hanno diritto a essere riconosciuti innocenti prima di una lunga gogna. Il sistema giudiziario non può avallare né gogna né agonia. Tanto più che in Italia le donne soffrono già la mancanza di misure cautelari efficaci contro la violenza. Altrimenti la donna di ieri in aula non avrebbe mai avuto un ex che ha violato il divieto di avvicinamento. Avrebbe anche avuto un braccialetto elettronico a proteggerla. E magari un processo veloce. Con corsia preferenziale.
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