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Dopo l’incendio il Kokito Beach riapre il primo giugno
TIRRENIA. Dopo l’incendio che a marzo la distrusse completamente, la spiaggia libera Kokito Beach risorge dalle ceneri per la stagione 2018. La spiaggia, data in concessione dal Comune all’associazion...
TIRRENIA. Dopo l’incendio che a marzo la distrusse completamente, la spiaggia libera Kokito Beach risorge dalle ceneri per la stagione 2018. La spiaggia, data in concessione dal Comune all’associazione sportiva dilettantistica pisana Tbf lo scorso anno, è stata ripulita ancora prima che fossero avviati i colloqui con l’amministrazione per definire i termini della ricostruzione e ora sono già tutti al lavoro per la riapertura prevista per il primo giugno. Per affrontare la stagione verrà collocata una struttura provvisoria un po’ più piccola rispetto a quella bruciata nell’incendio costituita da due moduli di 25 metri quadrati l’uno che ospiteranno il bar, le cabine e i servizi igienici ma, assicura il presidente dell’associazione Tbf Mirko Battaglini, sarà comunque sufficiente per accogliere i clienti. Dal disastroso incendio si sono salvati solo i cento ombrelloni perché essendo nuovi, erano stati riposti in un altro posto per paura che potessero essere danneggiati dalle mareggiate o addirittura rubati mentre, le sdraio, riposte nella struttura bruciata sono andate tutte in fiamme e l’associazione ha dovuto ricomprarle sostenendo un notevole sforzo economico. «Per noi l’importante era ripartire perché ci preme fare la stagione – sostiene Battaglini – e quindi abbiamo affrontato le spese di tasca nostra anche perché c’è comunque una copertura assicurativa. Visti i tempi stretti, abbiamo scelto una struttura provvisoria più piccola. Con l’amministrazione stiamo concludendo gli ultimi accordi ed è stata confermata la durata della concessione fino al 2020. Noi ci tenevamo a ritornare in pista perché la spiaggia piaceva a tutti tanto che da quando abbiamo preso la concessione abbiamo trasferito la sede legale dell’associazione proprio sul bagno». Dai rilievi degli esperti la conferma che l’impianto elettrico era staccato e che all’interno non vi erano bombole di gas o simili, le autorità competenti hanno stabilito che l’incendio è stato di origine dolosa e sono scattare le indagini.
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