Il Tirreno

Pisa

«Sposto il consiglio in zona stazione»

di Francesco Loi
«Sposto il consiglio in zona stazione»

Gabriele Amore, candidato sindaco del Movimento 5 Stelle 

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PISA. L’avvocato Gabriele Amore è il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle. Il suo nome è stato indicato direttamente dai vertici nazionali dopo il lungo braccio di ferro tra i due meetup cittadini, ognuno con un proprio aspirante. La sua campagna elettorale è partita di rincorsa.

Avvocato Amore, un aggettivo per definire la Pisa di oggi...

«Desolante. Quella di venti anni fa era un’altra città. L’eccessivo lassismo l’ha portata nella situazione di oggi tra insicurezza, degrado e diminuzione demografica nel centro storico».

Un aggettivo per definire la Pisa del futuro (e come la vorrebbe)...

«Tecnologica, ma con la bellezza del suo storico passato. Prima non era così caotica, piena di auto. La tecnologia può aiutare a ritrovare la Pisa migliore. L’Italia è all’ultimo posto tra i Paesi europei per capacità di ottenere fondi comunitari. In settori quali mobilità, ambiente, energie alternative invece ci sono grandi possibilità di finanziamento. Per questo riterrei opportuno creare un comitato interno all’amministrazione comunale dedicato proprio alla progettualità in chiave europea. Si tratta di una strada importante per trovare soluzioni ai problemi della città».

Le tre parole chiave del suo programma?

«Sicurezza. Rilancio del commercio. Attenzione alle categorie deboli. Ma devo aggiungere l’ambiente, che è rappresentato in una delle cinque stelle del nostro simbolo. In uno dei nostri spot diciamo: Pisa un grande parco. Pensiamo ad un parco attrezzato in ogni quartiere, le persone stiano meno su Facebook e scendano più nelle strade. E pensiamo anche a nonni volontari che spieghino nelle scuole l’importanza del lavoro della terra. È però il principio della legalità che tutto avvolge e guida la nostra azione».

La prima cosa che farebbe da sindaco?

«Prendere in affitto un appartamento sopra l’Hotel La Pace. Il sindaco deve stare laddove ci sono le maggiori criticità, ovvero nella zona della stazione. Dove farei svolgere le sedute del consiglio comunale nei primi cento giorni del mandato amministrativo».

Sicurezza: cosa chiederebbe da sindaco al prefetto e al questore?

«Il decreto Minniti aumenta i poteri del sindaco in tema di sicurezza, ma questa capacità è stata finora inutilizzata. Noi vogliamo estendere i Daspo urbano a tutte le aree sensibili del territorio comunale. Ma devono essere applicati realmente e con fermezza. Vogliamo anche attivare “patti per la sicurezza” che chiamano in causa enti e privati, come gli amministratori di condominio, puntando alla compartecipazione dei costi nella diffusione di telecamere di ultima generazione per l’individuazione dei responsabili di fatti criminosi o di degrado. Ma soprattutto vogliamo dare voce ai cittadini, in modo da realizzare una vera interazione tra residenti e forze dell’ordine. La pratica della denuncia deve essere facilitata: forse emergerebbe un numero maggiore di reati rispetto a quello che dicono le statistiche ufficiali. Lo sguardo di vicinato va potenziato. Dobbiamo tornare alle condizioni di una volta, ripristinando il senso di comunità. Ora la gente ha paura, non si sente tutelata».

Un tema “storico”: come riuscire a legare città e mondo dell’università?

«Un sindaco può educare gli ospiti universitari al senso civico attraverso sanzioni amministrative che puniscano il mancano rispetto dei luoghi della città. Se scegliere di urinare su un muro può costare 300 euro, forse qualche comportamento si cambia. Gli studenti sono una risorsa, ma occorre andare ad una svolta verso una movida di qualità. La città deve essere accogliente, non troppo buonista. Devono essere contrastati i venditori abusivi di alcol, gli orari di chiusura dei minimarket devono essere anticipati e deve essere vietato bere nei bicchieri di vetro fuori dai locali. Gli agenti della polizia municipale devono muoversi in borghese per essere più incisivi durante i controlli».

Quale rapporto e quali impegni per le periferie?

«Abbiamo fatto una campagna d’ascolto Ctp per Ctp. Le loro sedi devono essere utilizzate come centri di aggregazione per i quartieri e come punti operativi dei servizi decentrati. Gli abitanti delle periferie si sentono abbandonati. Percorsi ambientali lungo le golene d’Arno, come al Cep e Putignano, possono essere “filtri” verdi di collegamento con il centro. Comitati ed associazioni di quartiere devono avere un filo diretto con l’amministrazione. Dobbiamo conoscere le loro istanze e non restare a decidere chiusi nelle solite quattro mura. Un’esigenza come quella di un sottopasso ferroviario ai Passi è una priorità sulla quale lavorare con determinazione».

Aeroporto e People Mover: quali strategie adottare?

«I rapporti con Toscana Aeroporti devono assolutamente essere indirizzati nel senso di una partnership. Il Galilei è una delle ricchezze della città e il suo sviluppo deve essere agevolato. Questo braccio di ferro sui bus è imbarazzante, oltre a rischiare di rendere inappetibile lo scalo pisano. I problemi del People Mover? Il servizio deve essere implementato con una stazione di bike sharing, le biciclette a noleggio. Concertiamo anche con i tour operator la possibilità di farvi arrivare quei bus con turisti che possono fermarsi più a lungo a Pisa, per portare vantaggi al settore del commercio. Poi vorremmo sperimentare, se avremo un largo consenso, una seconda Ztl che coincida con il perimetro delle mura: ingresso solo ai residenti del territorio comunale, tutti gli altri indirizzati ai parcheggi scambiatori. Compreso quello del People Mover».

Un’idea per il litorale?

«Fare promozione sul web, su una piattaforma dove il turista possa prenotare in tempo reale qualsiasi cosa: da un ristorante sul mare ad un ombrellone in uno stabilimento balneare. E poi occorre migliorare la viabilità a cominciare dall’incrocio di San Piero a Grado. Altri spunti sono un polo sportivo a Calambrone, con manifestazioni come triathlon e surf per andare oltre l’alta stagione, e la valorizzazione dei sentieri nella pineta».

Cosa farà M5S in caso di ballottaggio tra altre forze politiche? Scontato l’appoggio al centrodestra considerato il contratto nazionale con la Lega per il governo?

«Questo tipo di governo sarà fatto per non dare al Paese un altro governo tecnico alla Monti. Il Movimento 5 Stelle si muove per senso di responsabilità. C’è un contratto, non un’alleanza. Qui non abbiamo stipulato alcun contratto. Non necessariamente dovremo sostenere una forza o l’altra. Se si nota una maggiore assonanza con il centrodestra è semplicemente perché i problemi sono quelli per tutti e le soluzioni anche».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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