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I socialisti: le idee di Marianelli per cambiare la città

I socialisti: le idee di Marianelli per cambiare la città

MARINA. Al porto turistico di Marina, presentazione del programma elettorale del Psi di Pisa (frutto delle “primarie delle idee” svolte nei quartieri durante tutta la seconda parte della legislatura),...

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MARINA. Al porto turistico di Marina, presentazione del programma elettorale del Psi di Pisa (frutto delle “primarie delle idee” svolte nei quartieri durante tutta la seconda parte della legislatura), del candidato a sindaco Veronica Marianelli e dei candidati al consiglio comunale, con il segretario nazionale del Psi Riccardo Nencini e l’on. Marco Taradash.

«Le politiche amministrative degli ultimi dieci anni - dico i vertici socialisti - sono risultate fortemente insoddisfacenti e dunque si pone l’esigenza di un radicale cambiamento, esigenza che non viene avvertita dalle forze politiche che hanno fin qui governato». Il Psi pisano intende sottoporre agli elettori una proposta «diversa dalla lista degli assessori di professione e un candidato diverso, del tutto innovativo; una persona nuova, una giovane donna dotata di competenze professionali e di voglia di cambiare il rapporto con i cittadini: Veronica Marianelli. Per potersi candidare nella linea del cambiamento occorre prima di tutto rappresentare ai cittadini cosa non si condivide dell’esperienza decennale della giunta Filippeschi e che cosa di diverso si intende fare se eletti».

Quel che maggiormente non ha convinto nell’attività della giunta uscente, dice il Psi pisano, «è la distanza dai cittadini, la mancanza di ascolto. Alla distanza dai cittadini ha corrisposto invece una grande vicinanza con i grandi centri di potere pubblici e privati, in particolare istituzionali, presenti in città, che ha prodotto anche atti di vera e propria arroganza politica.

«Questo atteggiamento - ha sottolineato Taradash - è il tratto distintivo della mutazione intercorsa nel Pd e che riguarda purtroppo non solo Pisa, di politiche sbagliate nella quale questo partito appare ormai il rappresentante di elite intellettuali numericamente ridotte, ma ben piazzate nel sistema e protette in termini economici, a fronte della generalità della popolazione che soffre per una crisi che permane e per la quale la ripresa non si è proprio vista».

«Probabilmente - questa la posizione del Partiso socialista - sta proprio nel divario tra una narrazione ottimistica ed edulcorata della propria azione politica, a Pisa come in Italia, e le ben diverse condizioni reali, la ragione del rifiuto del consenso alle forze politiche del centro sinistra, che per la sua dimensione e repentinità esprime una vera e propria reazione di indignazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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