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Un prezioso patrimonio dei Dragoni
Il targone riconsegnato alla città appartiene ai Dragoni vista la presenza di un drago alato con i colori rosso e oro. Si tratta di un targone ligneo da parata che ha esempi simili in quelli...
Il targone riconsegnato alla città appartiene ai Dragoni vista la presenza di un drago alato con i colori rosso e oro. Si tratta di un targone ligneo da parata che ha esempi simili in quelli conservati museo di Palazzo Reale risalenti al Settecento. A conferma anche dipinti e stampe che ritraggono le battaglie che venivano fatte disputare sul Ponte di Pisa (alcune volte anche a Firenze) prevalentemente durante il carnevale ed in occasioni celebrative e di feste organizzate dai Medici e dai Granduchi di Toscana, in particolari ricorrenze (matrimoni, arrivi di ospiti illustri, ecc.). Per questo esistevano anche targoni di diverso e più leggero spessore e più riccamente decorati con le insegne e i motti delle squadre che venivano utilizzati per il corteo e non per la battaglia. L'opera fa parte di quei corredi, come i costumi dei personaggi, prodotti dalle famiglie nobili e patrizie che di fatto cofinanziavano il Gioco come omaggio ai Granduchi e come esibizione della propria ricchezza e del proprio prestigio. Anche se oggi sono quasi totalmente perduti o dispersi, ne dovettero esistere molti, soprattutto dai primi del secolo XVIII fino all'inizio del regno di Pietro Leopoldo (1765) quando il Gioco contava quasi trenta edizioni. La sua forma ed essenza di legno completamente diversa a quella delle altre armi da botta utilizzate per il Gioco, ha un contorno multilineo e sagomato a serpentina verso la punta a forma di testa di gallo con bargigli (emblema della Parte del Gallo). (d.b.)
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