Il Tirreno

Pisa

Museo del Gioco a Palazzo Pretorio

di Daniele Benvenuti
Museo del Gioco a Palazzo Pretorio

L’annuncio del Comune in occasione della riconsegna alla città di un targone settecentesco

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PISA. «Lasciamo alla nuova amministrazione un importante progetto per una sede stabile del museo del Gioco del Ponte e delle manifestazioni storiche; crediamo che il Palazzo Pretorio possa essere la destinazione ideale che affidiamo quindi al nuovo sindaco e alla nuova giunta».

L’annuncio arriva dall’assessore alle manifestazioni storiche Federico Eligi in occasione della cerimonia di donazione alla città di Pisa del targone ligneo da parata del Settecento da parte dei marchesi fiorentini Bernardo e Donatella Gondi. Una cerimonia in Sala delle Baleari preceduta dalla consegna degli attestati a coloro che hanno svolto ruoli di comando nel Gioco del Ponte dalla ripresa del 1982 e che ha voluto ricordare con un minuto di raccoglimento la tragedia della piccola Giorgia. L’assessore Eligi ha sottolineato l’importanza del recupero di due cimeli importanti, insieme al targone dei Dragoni anche una bandiera del Sant’Antonio in seta di Orly sempre del Settecento, proprio per arricchire la mostra del Gioco del Ponte in svolgimento alla Cittadella. «Una mostra che sta avendo un successo di visitatori incredibile – spiega – molti dei quali stranieri. Il Comune si sta prodigando per riportare a Pisa anche altri importanti cimeli (ad esempio quelli attualmente nei magazzini del Museo di Castel Sant’Angelo a Roma, ndr) per arricchire il patrimonio storico del Gioco. A questo punto crediamo sia giunto il momento per un museo stabile. Come sede abbiamo pensato al Palazzo Pretorio in lungarno Galilei che ad oggi ha il secondo piano, quello che ospitava la biblioteca, già libero. Sarebbe una sede di grande prestigio che affidiamo alla prossima amministrazione». Tornando alla cerimonia della riconsegna del targone, la firma ufficiale del passaggio è stata fatta dal marchese Bernardo Gondi e dall’assessore al patrimonio Andrea Serfogli alla presenza del sindaco Marco Filippeschi. Davvero incredibile la storia del ritrovamento, grazie all’impegno di Antonio Pucciarelli nella duplice veste di dipendente comunale e di esperto e protagonista del Gioco. «Una volta chiarito cosa fosse il targone – ha dichiarato il marchese Gondi – abbiamo subito deciso di donarlo a Pisa dove potrà arricchire la collezione del Comune e potrà essere apprezzato dalla cittadinanza. Occorre uscire dalle mura strette in cui ci troviamo per essere cittadini del mondo ed imparare anche ad aiutarsi l’un l’altro». Il nobile fiorentino ripercorre poi la storia del targone. «La nostra famiglia lo ha sempre posseduto ma senza sapere né l’origine né soprattutto cosa fosse, quindi difficile risalire al momento in cui è stato acquisito. Posso però fare un paio di ipotesi. Ad esempio un mio avo è stato Podestà della Valdera e quindi potrebbe aver ricevuto in dono il targone. Va anche detto che i Gondi sono stati imparentati con i Medici e con il granduca Cosimo I che quindi avrebbe potuto aver donato il targone dopo qualche edizione del Gioco che si era svolta a Firenze”.

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