Il Tirreno

Pisa

Restituito alla città targone settecentesco

di Daniele Benvenuti
Restituito alla città targone settecentesco

Patrimonio di Pisa e della Magistratura dei Dragoni era finito tra i beni del marchese fiorentino Bernardo Gondi. Oggi la cerimonia di consegna

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PISA. È sicuramente il più bel targone del Gioco del Ponte, un vero cimelio storico con una foggia unica. Torna sotto la Torre dopo quasi 300 anni, scovato dal Comune – ed in particolare da Antonio Pucciarelli – in casa del marchese fiorentino Bernardo Gondi. Si tratta di un targone ligneo da parata di fine ‘700 della magistratura dei Dragoni che domani sarà riconsegnato ufficialmente alla città dallo stesso marchese in una cerimonia in Sala delle Baleari, per poi arricchire la mostra “Il Gioco dei signori pisani” in Cittadella.

«Una storia davvero incredibile come spesso accade per i tanti cimeli del nostro Gioco ancora in giro per il mondo – ha spiegato l’assessore al patrimonio Andrea Serfogli –. Il targone, grazie al lavoro di Antonio Pucciarelli ormai un esperto in questo tipo di ricerche, è stato scoperto in una casa d’asta. Da qui la richiesta di intervento del nucleo tutela del patrimonio dei carabinieri che, con grazie ai documenti prodotti, ha constatato facesse parte del patrimonio della nostra città ed in particolare del Gioco del Ponte provvedendo al sequestro. Dopo questo atto siamo risaliti al proprietario, appunto i marchesi Gondi di Firenze che non conoscevano assolutamente la provenienza (addirittura, per il tipo di foggia e per la presenza del dragone, lo ritenevano dell’antica Cina, ndr). Appena saputo della sua origine – ha detto Serfogli – il marchese Bernardo Gondi ha voluto donarlo alla città e domani sarà in Sala delle Baleari per la cerimonia ufficiale». «Si tratta di un targone da parata decorato da drago alato e linguato, con i colori rosso-oro – lo descrive Antonio Pucciarelli – del tipo di quelli realizzati dalle famiglie nobili e patrizie che di fatto cofinanziavano il Gioco come omaggio ai Granduchi e come esibizione della propria ricchezza e del proprio prestigio. La sua forma, completamente diversa da quella delle altre armi da botta utilizzate per il Gioco, la sua decorazione con i suoi colori, oltre che la tecnica esecutiva, lo datano con buona approssimazione alla fine del secolo XVIII e lo fanno ritenere pertinente alla squadra pisana dei Dragoni. Nel museo nazionale di Palazzo Reale esistono alcuni modelli gemelli o simili a questo targone – conclude Pucciarelli – che risultano essere utilizzati per le tre edizioni della seconda metà del ‘700. Sagomato a serpentina verso la punta, questa a forma di Gallo, è costruito in legno di gattice o tiglio. Per la sua forma e la sua decorazione possiamo presumibilmente ritenere che fosse in dotazione alla squadra dei Dragoni nell’edizione del Gioco del 1776».

Ma il targone non è l’unico nuovo cimelio che arricchirà la mostra alla Cittadella. Aggiunge l’assessore alla manifestazioni storiche Federico Eligi: «Esporremo un altro importante cimelio, una bandiera sempre del ‘700 in seta di Orly raffigurante il cinghiale della magistratura di Sant’Antonio (quasi 4 metri per 4), che si trovava nei depositi della pinacoteca civica di Volterra, anch’essa appena recuperata. Renderanno ancora più preziosa una mostra che sta avendo un grande successo, con molti visitatori stranieri grazie alle informazioni che ricevono all’aeroporto. Una mostra che vorremmo diventasse stabile, trasformando il fortilizio della Cittadella nel museo del Gioco del Ponte».

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