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Da un vecchio baule salta fuori... Vivaldi
Un inedito del grande compositore scoperto in un palazzo storico. Sarà eseguito in apertura del Festival Toscano di Musica Antica
PISA. Sarà un antico manoscritto risalente al Settecento, scoperto a Pisa, che riporta alla luce un’opera inedita attribuita al grande Maestro Antonio Vivaldi, ad inaugurare la 23esima edizione del Festival Toscano di Musica Antica, ospitata in quattro luoghi importanti cittadini, nei giorni 30 e 31 agosto, 1 e 2 settembre e quest’anno abbinato ad un pacchetto turistico realizzato con la Cna e presentato alla Borsa del Turismo di Bologna.
Ma il clou dell’evento resta sicuramente questa grande scoperta che risale ad alcuni mesi fa e al lavoro di Carlo Ipata, direttore artistico del Festival e dell’Esemble Auser Musici che è riuscito a riportate alla luce questo gioiello avvolto nell’ombra per più di tre secoli, custodito all’interno di un armadio in un antico palazzo pisano. «Si tratta di un’ampia sonata in la maggiore del tipo “da chiesa” nei canonici quattro movimenti andante-allegro-andante-allegro – ha spiegato il maestro Carlo Ipata – riportata su di un manoscritto databile intorno al 1715-1730. Sicuramente si tratta dell’opera di un copista, che comunque doveva avere una conoscenza diretta col grande Vivaldi dal momento che nella partitura lo definisce Don. Un titolo all’epoca molto confidenziale». La scoperta? «Avvenuta quasi per caso – spiega ancora Ipata –. Da tempo conoscevo questa importante famiglia pisana che al momento chiede di restare anonima e grazie alla possibilità di visionare il materiale custodito all’interno del palazzo di loro proprietà, ove nel Settecento di faceva musica abitualmente, è uscito fuori questo manoscritto, autenticato dal musicologo Federico Sardelli, uno tra i massimi esperti vivaldiani al mondo e già inserito con la classifica RV 828 nel nuovo catalogo riservato alle opere di Vivaldi».
Ma le novità per questa rassegna 2018 non finiscono qui. Pisa avrà infatti l’onore di ascoltare in prima mondiale le note di questa inedita composizione in occasione del concerto inaugurale del Festival, il cui calendario è stato presentato ieri al Verdi alla presenza del presidente del Teatro, Giuseppe Toscano, dell’assessore Andrea Ferrante e dello stesso Carlo Ipata. «L’edizione di quest’anno vuole essere un viaggio musicale attraverso il Romanico Pisano, nello stesso tempo essere anche un polo attrattivo per il turismo nazionale ed internazionale. Da qui l’idea con la Cna di partire dai concerti per proporre arte, ambiente ed enogastronomia, attraverso veri e propri pacchetti (con visite guidate e apericena)» ha precisato Carlo Ipata. I concerti saranno due al giorno e vedranno all’opera, tra gli altri La Reverdie, ensemble specializzato in musica medievale, l’Odechaton, pluripremiato ensemble vocale e Aurora, diretto da Aaron Caperné. Gli scenari saranno soprattutto quelli delle chiese e basiliche che si affacciano lungo il corso dell’Arno, dalla chiesa di San Michele degli Scalzi alla Basilica di San Piero, passando per la chiesa di San Sepolcro, quella della Spina o San Piero in Vinculis.
Parole di elogio per la rassegna sono state espresse dall’assessore Ferrante che ha parlato di una «iniziativa importante e di qualità per la città», mentre il presidente Toscano mettendo in luce il grande operato degli Auser Musici ha lamentato la mancanza di finanziamenti adeguati per questi eventi, sia da parte del Ministero che della Regione. Toscano ha puntato il dito sui metodi di ripartizione dei finanziamenti, che a suo dire non terrebbero conto di due parametri importanti: il pubblico e le produzioni realizzate proprio a Pisa, in contrapposizione quindi con i teatri di Lucca e di Livorno.
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