Il Tirreno

Pisa

Dalla povertà alla grande sfida: l'umile Marvin sogna il tricolore

di Stefano Taglione
Marvin Ademaj mentre sferra un pugno a un avversario sul ring
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Marvin Ademaj mentre sferra un pugno a un avversario sul ring

Pisa: suo padre è arrivato in Italia su un barcone, poi lui e la famiglia lo hanno raggiunto. L'allenatore «Ha un ginocchio in condizioni critiche, ma può farcela»

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SAN GIULIANO TERME. Ogni volta che sale sul ring, come un chiodo nella testa, ha il ricordo della fame e della povertà. Il ginocchio rotto e dolorante, che gli impedisce di calciare e lottare ad armi pari nonostante l’operazione, non è mai stato un alibi. Perché nel cuore – dopo il distacco dal padre, salito su un barcone per l’Italia per dare un futuro alla famiglia – ha solo la voglia di riscatto, la voglia di vincere i campionati italiani universitari.

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È l’umiltà la vera forza di Marvin Ademaj, ex combattente di arti marziali miste e oggi atleta del Boxing Team di San Giuliano Terme. Il 26enne, originario dell’Albania, si è trasferito a Pisa nel 2000, da quando il padre grazie al suo lavoro ha potuto mantenere tutti. E dopo aver lottato fra Milano, l’Inghilterra e l’Olanda, ha deciso di tornare all’ombra della Torre per studiare e laurearsi in dietologia, inseguendo il sogno di trionfare nella nobile arte del pugilato. Il suo allenatore, lo spezzino Michele Mostarda, per anni ha allenato i suoi ragazzi in un parcheggio fuori dalle scuole medie di Vecchiano, visto che non aveva neanche una palestra per allestire il ring. Così, guantoni in mano e caschetto in testa, ha adottato Marvin e gli altri come se fossero i suoi fratelli, formandoli alla boxe ed educandoli al rispetto e alla lealtà verso tutti gli avversari, insieme al preparatore atletico Luca Tognetti.

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«Un infortunio al ginocchio – ricorda Mostarda – ha condizionato pesantemente la carriera di Marvin, che dopo l’operazione e otto mesi di fisioterapia ha comunque avuto la possibilità di andare in Inghilterra nella palestra “Sure Grips”, dove ha preso parte a due match, vincendo sempre. Ma purtroppo, i problemi al ginocchio, ora lo costringono a non poter più calciare e lottare sui grandi livelli nelle arti marziali miste».

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Così, il combattente pisano, incontra il suo attuale allenatore che lo trasforma in asso del pugilato. «Ho cercato di cambiare la sua impostazione di combattente – rivela Mostarda – e imporgli i ritmi di gara del pugilato. Il lavoro tecnico fatto con Marvin ha qualcosa di speciale, anche perché per colpa di quel maledetto ginocchio non possiamo lavorare su tutti i fronti. Ho scelto un percorso mirato, con sedute di guanti con pugili che possano aiutarlo a crescere, visto che ha ancora un grande margine di miglioramento. Per mia esperienza personale – prosegue il coach – credo che la vera difficoltà dei lottatori evoluti come Marvin sia proprio il dover cambiare impostazione, adattandosi ai nuovi sistemi, ma sono convinto che in questo lui sia stato unico, perché è umile e vuole sempre migliorarsi».

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Ademaj, da quando è salito sul ring, ha combattuto solo nove match: sette vinti e appena due persi. Dal 25 al 27 maggio, insieme al suo allenatore, sarà a Campobasso per i campionati nazionali universitari. E Mostarda è convinto che possa fare grandi cose. «Sarà dura – conclude – ma credetemi: è tosto e ce la può fare».

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