Il presidio
«Non mi ricandido, Serfogli rappresenta i miei valori»
Quattro volte consigliere comunale, Giovanni Garzella stavolta non partecipa «Un’altra lista civica non aveva senso, a volte è opportuno fare un passo indietro»
PISA. È stato quattro volte consigliere comunale (oltre che assessore comunale al bilancio con la giunta Cortopassi nel 1994). Questa volta però Giovanni Garzella non si ripresenta. Eletto nell’ultima consiliatura con il numero più alto di voti nella lista del Pdl, dopo aver deciso di votare “sì” al referendum costituzionale ha abbandonato il gruppo di Forza Italia-Pdl, dove era capogruppo, dando vita al gruppo consiliare “Pisa è”. Nelle ultime elezioni politiche è stato capolista al Senato con la lista Civica Popolare-Lorenzin: nel suo collegio la lista ha riportato il doppio della percentuale nazionale.
Garzella, perché ha deciso di non presentarsi?
«Il candidato sindaco Andrea Serfogli racchiude interamente i valori e la progettualità della gente che rappresento. Inoltre, presentare un’ennesima lista civica in concorrenza con quelle esistenti della coalizione non giovava a nessuno. Sosterremo candidati nelle liste che portano avanti i nostri valori. Poi, personalmente, a volte è opportuno fare dei passi indietro».
Pensa che il suo impegno politico possa comunque continuare?
«Certo, continuerà nelle forze moderate e non populiste contrastando la deriva di destra che, come il “Nulla” che travolse tutto nel film “Fantasia”, rischia di travolgere il Paese».
In tutti questi anni quali sono state le battaglie che ricorda con più piacere?
«L’aver contribuito attraverso il voto alle scelte urbanistiche fondamentali per la città (colonie di Calambrone, porto di Marina di Pisa, ospedale, progetti di sviluppo dei privati nel territorio) anche se all’opposizione. Aver promosso alla nomenclatura toponomastica, ed in parte averla ottenuta, uomini che hanno dato molto alla nostra città: Forzano, Pinchera, Ciucci».
In tutti questi anni quali persone sono state le più importanti per lei?
«Anzitutto mia moglie Rita e mio figlio Francesco. E poi politici come Piero Pizzi, Paolo Mazzei, Pino Calò, Mirella Bronzini, Giorgio Tamberi, Pierferdinando Casini, Francesco Mazzoli, Giampiero D’Alia, Simone Guerrini ed Enrico Letta e altri che non ci sono più: Giuseppe Meucci, Mario Biasci, Carlo Ciucci. E poi gli avversari politici che mi hanno sempre rispettato».
Che consigli darebbe ad un giovane che si impegna in politica?
«Rispetta sempre tutti, impegnati attivamente solo dopo che hai raggiunto una certezza economica perché ti renderà libero di scegliere e di agire». (f.l.)
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