Il Tirreno

Pisa

Zippel e Turini a Filippeschi: spieghi l’iter per la moschea

PISA. Non si spengono i riflettori sulla nuova moschea a Porta a Lucca. Ad accendere di nuovo le luci è il capolista di “Battiti per Pisa” (a sostegno della candidatura a sindaco di Maria Chiara...

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Non si spengono i riflettori sulla nuova moschea a Porta a Lucca. Ad accendere di nuovo le luci è il capolista di “Battiti per Pisa” (a sostegno della candidatura a sindaco di Maria Chiara Zippel) Simone Turini, che rivolge una domanda pubblica al sindaco Filippeschi per conoscere esattamente passi e tempistica relativi all’iter della pratica, depositata a Palazzo Gambacorti dalla comunità islamica di Pisa, per la costruzione del luogo di culto.

«Chiediamo al sindaco - dice Turini - in maniera costruttiva di spiegare alla città il modo in cui sono state richieste le autorizzazioni ed i progetti. Ma soprattutto vogliamo capire se tutto, in questa fase finale della legislatura, si stia svolgendo secondo le normali tempistiche valide per ogni cittadino».

Sull’argomento interviene anche Maria Chiara Zippel. «Noi - dice - siamo a favore di un referendum su questo argomento, perché vogliamo che siano i cittadini ad esprimersi. In ogni caso, a nostro parere, la moschea non deve essere realizzata in un luogo comunque vicino a scuole ed altri edifici: non per contrarietà alla religione musulmana, ma semplicemente per un problema urbanistico e di viabilità. Riteniamo opportuno guardare meglio il territorio pisano per individuare una zona più vasta, in periferia, con possibilità di ampi parcheggi». La Costituzione «parla di libertà di culto - conclude Zippel - e noi dobbiamo attenerci. Ma devono essere i pisani a stabilire dove la moschea dovrà sorgere. Inoltre non ritengo opportuno il coinvolgimento su questo tema di città vicine, come auspicato da qualcuno».

Roberta Galli

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera