Il presidio
Caso Ragusa, condanna bis per Logli. Ma niente carcere: ecco perché
La corte d’Appello conferma la condanna a 20 anni per Logli senza arresti. Gli avvocati annuncia il ricorso in Cassazione: cosa può succedere adesso
FIRENZE. Quando esce dall’aula sorretto dai suoi avvocati Antonio Logli ha scritto in faccia l’esito della sentenza letta in camera di consiglio dalla presidente della Corte d’Assise d’Appello poco prima delle 18. Confermati i 20 anni di carcere per l’omicidio e la distruzione del cadavere della moglie, Roberta Ragusa. Un verdetto stampato su un volto vitreo. Nessun commento, come al solito. L’unica “consolazione” è il rigetto dell’arresto immediato invocato dal sostituto procuratore generale, Filippo Di Benedetto.
Restano le misure cautelari disposte dal giudice che lo condannò a Pisa il 20 dicembre 2016. Obbligo di non uscire dai comuni di Pisa e San Giuliano Terme e divieto di allontanarsi da casa dalle 21 alle 6. Una sentenza fotocopia di quella inflitta in primo grado, in abbreviato, con la quale la Corte fiorentina ha respinto l’appello dell’imputato. Una doppia conforma, come si dice in gergo, che nel secondo giudizio di merito accerta di nuovo la responsabilità di Logli nell’omicidio della moglie.
IL RICORSO IN CASSAZIONE
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La Cassazione potrà esprimere solo una valutazione di legittimità riscontrando eventuali errori o illogicità nelle motivazioni che saranno depositate entro 90 giorni. I fatti, per come li ha rappresentanti l’accusa trovando l’accoglimento dei giudici, sono quelli cristallizzati in un duplice verdetto su un caso che viaggia verso la sua conclusione giudiziaria. «Leggeremo e poi faremo ricorso in Cassazione» chiarisce l’avvocato Roberto Cavani, al quale Logli sembra aggrapparsi per trovare una forza che in quell’aula si è piegata con un pugno da ko che non si aspettava.
L'ABBRACCIO TRA LOGLI E IL FIGLIO
La giuria, due giudici togati (presidente Maria Cannizzaro, a latere Silvia Mugnaini) e sei popolari, è rimasta in camera di consiglio dalle 11,15 alle 18 circa. Un confronto lungo e a tratti aspro con qualche voce su di tono rimbalzata fin dentro la confinante aula in cui si è celebrato il processo e dove Logli è rimasto per tutto il tempo. Al suo fianco, il figlio Daniele. Alla conferma della condanna padre e figlio si sono abbracciati. Daniele in lacrime e il papà a rincuorarlo stringendolo a sé. Poi sono usciti separati. Con il condannato per ultimo a subire l’assalto di giornalisti e cameramen. Una sfinge con lo sguardo perso nel vuoto minato dalla consapevolezza della concreta prospettiva di finire in carcere. Sui tempi della Cassazione l’ipotesi è di un esame fissato non prima della fine del 2019.
IL CORPO DISTRUTTO
La costruzione della Procura ha retto anche in appello. Lo scenario di un omicidio, magari d’impeto e non premeditato, dopo la scoperta di un tradimento e la distruzione del corpo trovano una seconda conferma. Antonio, sorpreso dalla moglie la sera del 13 gennaio 2012 al telefono con l’amante Sara Calzolaio, inizia a litigare con Roberta che sospettava l’infedeltà, ma non immaginava chi fosse l’altra. La donna scappa di casa. Lui l’aspetta in auto in via Gigli, una strada vicina alla via Dini di Gello (San Giuliano Terme) dove la coppia vive. L’ennesima lite con lei che batte la testa e muore e il marito che si libera del corpo. Il movente? Evitare un divorzio che avrebbe intaccato il patrimonio di famiglia. Roberta era socia maggioritaria dell’Autoscuola Futura intestata con quote minori anche al marito e al suocero.
NIENTE CARCERE
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Di contro l’inattendibilità dei testi Loris Gozi e Silvana Piampiani, rimarcata dalla difesa di Logli anche ieri mattina, non ha fatto breccia nella giuria. Gli indizi contro l’imputato hanno messo in un angolo le ricostruzioni imprecise e contraddittorie dei testi, secondo la tesi della difesa. In ferie ieri e oggi dall’ufficio in Comune, Logli non andrà in carcere come voleva la Procura. Non è stata ritenuta concreta la reiterazione del reato. Per i giudici ha ucciso la moglie, ma non c’è il rischio che possa commettere un altro omicidio.
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