Il Tirreno

Pisa

Chiusura del ponte Angori rilancia: «Ora sconti sull’A12»

di Daniele Benvenuti
Chiusura del ponte Angori rilancia: «Ora sconti sull’A12»

Il sindaco chiede a Salt di abbassare il costo dell’autostrada e replica alla minoranza: «Polemici». Protesta Rifondazione

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VECCHIANO. Sconti per chi, da Vecchiano e San Giuliano, deciderà di prendere l’A12 a Pisa nord per uscire a Pisa centro. È la proposta che il sindaco Massimiliano Angori ha recapitato alla Salt, la Società autostrada ligure toscana con sede a Lido di Camaiore, per limitare i disagi in vista dell’annunciata chiusura per lavori del ponte di Pontasserchio, che segue quella già in atto per l’infrastruttura di Ripafratta.

Il primo cittadino, in una nota, risponde anche alla minoranza che aveva criticato la situazione di inevitabile disagio. «Evidentemente il Centrodestra unito per Vecchiano e Rinnovamento per il Futuro – spiega Angori – per quanto di natura apparentemente politica diversa, stavolta sembrano in sintonia e trovano maggiormente proficuo polemizzare a mezzo stampa, e persino strumentalizzare sulla chiusura del ponte di Pontasserchio. Ribadisco la posizione del Comune che, in tempi non sospetti ha approvato il progetto di manutenzione straordinaria del ponte proprio per realizzare quel recupero che adesso il Centrodestra unito per Vecchiano invoca a gran voce».

«Insieme al Comune di San Giuliano – prosegue il primo cittadino – la nostra amministrazione ha scritto alla Provincia per richiedere una chiusura concordata del ponte che tenga conto anche e soprattutto del fatto che al momento è chiuso quello di Ripafratta. Nella lettera inviata a inizio maggio alla Provincia e per conoscenza alla prefettura, i Comuni di Vecchiano e San Giuliano chiedevano di organizzare incontri pubblici sul territorio relativi alla questione, richiesta che ci dicono essere stata recepita. Angori conclude spiegando che «abbiamo chiesto alla Provincia che venga concordato un nuovo incontro relativo all’argomento, alla presenza della prefettura, al fine di giungere ad un’intesa per una chiusura concordata del ponte di Pontasserchio: siamo in attesa di ricevere una nuova convocazione formale. Invito ancora una volta i cittadini a seguire i canali ufficiali di comunicazione dei due enti per tutti i nuovi sviluppi e le informazioni relative alla questione».

Sul tema si fa sentire, con toni polemici, anche Rifondazione comunista. «Pontasserchio da settimane è già a mezzo servizio e ora si apprende delle nuove necessità: va chiuso anche questo ponte, del tutto. Per un po’, ma va chiuso. E allora, di fronte all’inevitabile, facciamo due appelli ai sindaci e alla Provincia di Pisa e ci dichiariamo disponibili a sostenerli in ogni sede per redigere urgentemente con l’università la relazione frutto della convenzione sottoscritta tra tutte le parti in causa cosi che – spiegano dal partito della sinistra – nell’ipotesi di poter riaprire il ponte di Ripafratta, nessuno sarà costretto a lunghissime percorrenze, a rimesse economiche-finanziarie insopportabili e, non ultimo, a vedersi compressa sicurezza ed erogazione di alcuni servizi indispensabili. Inine, velocità di esecuzione dei lavori e risparmio economico non possono e non devono essere anteposti alla sicurezza dei lavoratori che sull’opera interverranno. Troppi e insopportabili sono gli incidenti nei cantieri e le persone che sul lavoro – conclude Rifondazione comunista – perdono la vita in nome dello sfruttamento a danno della sicurezza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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