Il presidio
La Lega: «Candidati per dire un forte no alla nuova moschea»
La risposta di Ceccardi e Gambini alla scelta di Ghezzi di mettere in lista per le comunali il figlio dell’imam
PISA. L’annuncio della candidatura con “In lista per Pisa” (centrosinistra) di Anas Khalil, 22enne studente della Scuola Sant’Anna, figlio dell’imam locale Mohammad, ha riportato in evidenza il tema della moschea che la comunità islamica vuole costruire a Porta a Lucca, come previsto dagli strumenti urbanistici comunali. Senza dimenticare il referendum proposto dal comitato “No moschea” che per una serie di ostacoli ed impedimenti burocratici non si è concretizzato.
Di fronte alla possibilità di vedere il primo musulmano sugli scranni del consiglio comunale di Pisa, repliche e polemiche da parte del centrodestra erano persino scontate. Infatti non hanno tardato ad emergere. «Apprendo che la Lista Ghezzi candiderà il figlio dell’imam di Pisa, Khalil. Partendo dal principio che chiunque può candidare ovviamente chi ritiene opportuno, appare chiaro che vi sia una “saldatura” tra liste cosiddette “civiche” che appoggiano il Pd e la comunità islamica pisana», dice Gianluca Gambini, ex consigliere provinciale di Forza Italia, che annuncia nell’occasione la sua candidatura al consiglio comunale con la Lega.
A proposito di esponenti leghisti, la questione Khalil ha suscitato subito anche la reazione della sindaca di Cascina, Susanna Ceccardi. «Il Pd - scrive su Facebook - schiera nelle sue liste civiche il figlio dell’imam di Pisa, la Lega invece candida i dirigenti del comitato “No moschea”. Una differente visione delle cose».
Gambini puntualizza il suo pensiero sulla vicenda della moschea e sugli obiettivi in caso di elezione nel consiglio comunale: «In quanto esponente del comitato “No moschea” rivendico con orgoglio la battaglia fatta per l’indizione del referendum contro la moschea del luglio-agosto 2016 e le oltre 2.650 firme di cittadini pisani raccolte. La mia candidatura nella Lega, oltre naturalmente agli altri aspetti del programma, va ovviamente in questa direzione: tenere alta la bandiera del “No moschea” a Pisa e fare in modo che i pisani possano esprimersi con un referendum contro la moschea a Porta a Lucca. I pisani prima di tutto». Gambini è stato tra i promotori di iniziative contro la moschea che si sono tenute negli anni scorsi in città e che avevano visto la partecipazione di Daniela Santanchè e di Magdi Cristiano Allam.
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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