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Spacca due denti alla moglie con un pugno: condannato
Dopo l’episodio l’infermiera ha denunciato il marito anche per altri episodi Lui l’ha risarcita e lei non si è costituita parte civile. Negata la condizionale
PISA. Il punto di non ritorno, prima dell’irreparabile. L’episodio in cui ha detto basta a una storia che aveva già preso una brutta piega è stato quello del pugno in faccia. Un colpo partito come uno schiaffo violento e diventato un cazzotto al volto che le fece saltare due denti. Ecco, quel giorno l’infermiera disse a sé stessa che era arrivato il momento di interrompere una convivenza segnata anche dall’aggressione fisica. Con il referto del medico andò a denunciare il marito. E nel conto di un rapporto arrivato fino alla degenerazione di pugno in faccia mise anche altri casi che, a suo dire, aveva dovuto sopportare in passato. Quella querela è diventata un processo che ieri, in rito abbreviato, si è concluso con la condanna a 2 anni senza la sospensione condizionale per il coniuge da cui ha avuto due figli. Per l’imputato (omettiamo il nome per tutelare la parte offesa) l’accusa (pm in aula il procuratore capo Alessandro Crini) aveva chiesto una condanna a 3 anni e mezzo. Il gup Giuseppe Laghezza ha inflitto all’uomo, difeso dall’avvocato Alessio Righini, due anni senza la condizionale per effetto di una precedente condanna.
«Aspettiamo le motivazioni e poi valuteremo se ci sono margini per un appello» spiega il legale all’uscita dalla camera di consiglio.
Fino a quel pugno la storia tra i coniugi andava avanti con le difficoltà di chi ha perso la serenità di una convivenza. Le aggressioni riferite dalla donna non sono mai avvenute davanti ai figli minori. Quando, però, la lite tra i due deragliò oltre le offese quel cazzotto in faccia cambiò quella relazione avviata a esaurimento. Lei, la moglie ormai ex, non si è costituita parte civile. Il marito l’ha risarcita versandole 6mila euro. Agli atti del processo, per attenuare la portata del pugno, la difesa aveva anche prodotto la consulenza medica di un dentista secondo la quale i due denti saltati per il cazzotto erano, comunque, a rischio e prima o poi sarebbero caduti per conto loro. Salute dentale a parte, resta quel colpo in faccia arrivato al culmine di un litigio. L’ultimo, ma non l’unico.
Pietro Barghigiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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