Il Tirreno

Pisa

udienza rinviata per acquisire gli atti 

Lo fa arrestare per stupro poi gli scrive lettere d’amore

Lo fa arrestare per stupro poi gli scrive lettere d’amore

PISA. È in carcere da ottobre. L’accusa è pesante: violenza sessuale nei confronti della compagna da cui ha avuto anche una bambina. Fu la donna a denunciarlo tra la lacrime.Solo che, trascorsa...

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PISA. È in carcere da ottobre. L’accusa è pesante: violenza sessuale nei confronti della compagna da cui ha avuto anche una bambina. Fu la donna a denunciarlo tra la lacrime.

Solo che, trascorsa qualche settimana, dopo la richiesta di giudizio immediato della Procura per l’uomo ritenuto capace di stuprare la compagna, lei, la vittima della vicenda, gli ha scritto almeno una decine di lettere d’amore.

Parole sospese tra il pentimento per averlo denunciato e il desiderio di tornare insieme.

Una storia arrivata davanti al gup Giuseppe Laghezza che ieri ha rinviato l’udienza per consentire l’acquisizione agli atti delle lettere romantiche inviate dalla moglie al marito in cella da sette mesi a causa della sua denuncia.

Un ossimoro giudiziario sul quale sono impegnati la Procura, i difensori del tunisino in carcere, gli avvocati Sara Baldini e Massimo Parenti e il collega che assiste la parte offesa, il legale Giuseppe Carvelli.

Il 36enne, (omettiamo il nome per tutelare la parte offesa) prima di finire al Don Bosco con l’accusa di aver violentato la moglie, era stato arrestato e poi tornato in libertà per spaccio.

In casa, in pieno centro, la polizia gli aveva trovato diversi grammi di cocaina utilizzata per rifornire i tossicodipendenti dell’area tra via San Martino e lungarno Galilei. Si erano accorti del giro per il continuo andirivieni di clienti conosciuti dagli investigatori.

A guardia della sostanza stupefacente i poliziotti trovarono un Rottweiler piazzato in una cisterna.

La mattina in cui la donna, una connazionale del tunisino, disse alla polizia di essere stata violentata, portò la figlia all’asilo.

Avvenne dopo l’episodio che ha portato all’arresto e ora al processo del pusher.

Nella colluttazione seguita dal litigio dopo il rapporto, a suo dire imposto con una pressione più psicologica che fisica, venne anche ferita a un gluteo con un trincetto.

«Lui mi chiese di fare sesso e io non rifiutai, ma in quel momento mi sentivo minacciata» fece mettere a verbale la donna.

La stessa che poi gli ha scritto lettere d’amore. Prossima udienza a fine mese quando le parti avranno letto la corrispondenza.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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