Il presidio
Logli: «Roberta? Non so cosa possa esserle accaduto»
Antonio in “contrasto” con il papà che ipotizza una fuga pianificata della nuora
PISA. «Ribadiamo l’innocenza di Antonio Logli rispetto alle accuse che gli vengono mosse e ricordiamo che lui per primo non abbia certezza alcuna in merito a cosa possa essere accaduto e dove possa essere Roberta». Gli avvocati del marito di Roberta Ragusa, i legali Roberto Cavani e Saverio Sergiampietri per conto del cliente prendono le distanze dalle dichiarazioni del padre di Antonio, Valdemaro, circa una presunta pianificazione a tavolino di Roberta per spiegare la sua sparizione.
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Una tesi che viene respinta dal marito e dai suoi difensori secondo i quali si è trattato sì di un allontanamento volontario di cui ignorano termini e modalità . «Le esternazioni e le considerazione circa la fuga dalla famiglia, comportamenti e condotte della signora Roberta Ragusa sono, se e in quanto effettivamente in tali termini proferite, proprie ed esclusive del signor Valdemaro Logli - scrivono i legali –. Esternazioni e considerazioni che non trovano accredito alcuno in questi difensori, né nel signor Antonio Logli stesso, il quale peraltro si dissocia dai giudizi non del tutto positivi che si leggono circa metodi e capacità educative verso i figli della moglie».
Il secondo tempo del caso Ragusa verrà scritto il 14 maggio con la sentenza per Antonio Logli da parte della Corte d’Assise d’Appello. L’accusa ha chiesto la conferma dei 20 anni inflitti in primo g rado. Qualunque sia il verdetto la partita di sposterà in Cassazione.
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