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Ecco la prima pietra del “nuovo” Castellare

Ecco la prima pietra del “nuovo” Castellare

Suggestiva cerimonia sulla sommità della collina per annunciare l’inizio della ricostruzione del “chiesino” distrutto da un’esplosione

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VICOPISANO. Si racconta che nel dopoguerra i cittadini di San Giovanni alla Vena per ricostruire l’oratorio del Castellare, danneggiato da un’esplosione, portarono a spalle, sulla collina, i mattoni. Oggi i “ragazzi”, come li chiamano in paese, del Comitato Castellare, sono pronti a rimboccarsi le maniche come tanti anni fa per aiutare a ricostruire il “chiesino” andato distrutto in seguito all’esplosione di una bombola del gas il 2 maggio di un anno fa. Forse questa volta però per facilitare l’intervento - non è facile raggiungere la piccola altura, tra sentieri circondati dal verde - potrebbe essere “ingaggiato” anche un elicottero. Ma questi dettagli saranno pianificati appena il cantiere prenderà il via.

Intanto ieri si è svolta la cerimonia più attesa da quando l’oratorio era stato sventrato dall’esplosione, per fortuna senza conseguenze per i volontari del Comitato che si era trattenuti nello spazio dietro al chiesino dove era stata allestita una cucina.

La posa della prima pietra, con la benedizione del parroco, don Giampaolo Manzin, è il segno della speranza ritrovata. Una grande pietra - “Il popolo di San Giovanni alla Vena pose questa prima pietra per la ricostruzione dell'oratorio andato distrutto il 2.5.2017” - resterà in memoria di ciò che è stato, con la prospettiva di vedere presto rinascere il nuovo oratorio, che sarà ricostruito grazie alla generosità di tante persone, anche dei paesi vicini a San Giovanni alla Vena. Perché quella piccola chiesa, sulla collina che in questi giorni è tornata ad essere illuminata a festa, è sempre stata un punto di riferimento, un “faro” per tanti. E lo start ufficiale alla ricostruzione non poteva che essere salutato da un gruppo numeroso di cittadini in festa, con il sindaco, Juri Taglioli, assessori e consiglieri comunali di ogni schieramento. Un momento di condivisione, rimandato di qualche giorno rispetto alla data scelta inizialmente ma solo a causa della pioggia che ieri invece si è mantenuta alla larga. «Abbiamo voluto mettere la prima pietra – ha detto il parroco – che nella nostra mente ci dovrebbe ricordare le macerie. Ma la prima pietra è anche il segno di qualcosa che si apre alla vita. La prossima settimana dovrebbero cominciare i lavori». Quando saranno finiti? Il prossimo anno, secondo la prima tabella di marcia. «Ma non mettiamo limiti alla Provvidenza», è l’augurio del parroco. E chissà che non possano esserci sorprese per l’autunno. Matteo Bini del Comitato Castellare ha ringraziato quanti hanno collaborato alla ricostruzione, a cominciare dai tecnici incaricati della progettazione, peraltro presenti alla cerimonia.

Il sindaco Taglioli, riflettendo sulla notte di un anno fa che aveva rischiato di chiudersi in tragedia, ha dato lettura di un messaggio di saluto ai sangiovannesi inviata dalla sindaca di Loro Piceno, paese delle Marche colpito e distrutto dal terremoto del 2016. E come nella migliore tradizione di ogni festa del Castellare, il Comitato ha organizzato un pranzo di buon auspicio negli spazi dietro ai resti dell’oratorio. Niente è meglio del sentirsi a casa dopo momenti difficili.

Sabrina Chiellini

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