Il Tirreno

Pisa

Razzia di rame all'impianto idrovoro: centomila euro di danni

di Stefano Taglione
I danni all'impianto idrovoro
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I danni all'impianto idrovoro

Pisa: ladri vandalizzano e rubano per la terza volta nello stabile del Consorzio di bonifica. Pompe ferme ai Passi, quartiere a rischio idraulico e il potenziamento slitta a dopo l'estate

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PISA. Sono tornati per la terza volta in quattro mesi, prendendo quel poco che era rimasto e devastando l’impianto idrovoro dei Passi. Quasi centomila euro di danni in poche ore nello stabile del Consorzio di bonifica del Basso Valdarno di via 24 Maggio, dove i ladri del rame stavolta sono tornati per rompere tutto: quadri elettrici, infissi e trasformatori. Mettendo fuori uso le pompe. «Sono stati lì per giorni – è la conclusione di Paola Mariani, la responsabile del settore Esercizio e manutenzione dell’ente toscano, commissariato da due mesi dal presidente della Regione, Enrico Rossi – e ora le due idrovore da 500 litri al secondo, per fortuna integre, non sono più collegate all’elettricità. Abbiamo subìto almeno 25mila euro di danni, mentre altri 65mila sono stati arrecati alla Slesa di Ponsacco, l’impresa alla quale avevamo affidato i lavori di potenziamento».

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I malviventi hanno preso di mira lo stabile dei Passi proprio perché da mesi è stato trasformato in un cantiere. Inspiegabile, altrimenti, la razzia bimestrale del rame. Caso strano – fanno notare gli addetti ai lavori – sempre prima di momenti cruciali come l’installazione della centralina e la connessione con la linea ad alta tensione. Il Consorzio di bonifica, proprio per garantire la sicurezza idraulica dei quartieri dei Passi e di Porta a Lucca, ha previsto di installare in via 24 Maggio una super idrovora da duemila litri al secondo, da affiancare alle due già presenti da 500 l’una.

Il taglio del nastro era previsto a fine aprile. Ma i ladri dell’oro rosso hanno rallentato e compromesso tutto, tanto che ora la nuova scadenza slitta a settembre-ottobre 2018. «Finché non installiamo le telecamere e ingaggiamo una squadra di vigilantes tutto resta sospeso – prosegue Mariani – come del resto è stato nelle ultime settimane, a seguito dell’ondata di raid. Purtroppo le assicurazioni non coprono nulla, quindi i danni li paghiamo tutti noi».

Dal Consorzio di bonifica fanno sapere che il cantiere non è lasciato abbandonato a se stesso, visto che periodicamente i dipendenti organizzano dei sopralluoghi per verificare che tutto sia in regola, come del resto il personale della Slesa di Ponsacco, l’impresa costruttrice. L’ultima visita è della scorsa settimana. Ma purtroppo – come avvenuto fra Capodanno e l’Epifania, dove sparirono 400 metri di rame, per un danno di 35mila euro – i malviventi per entrare hanno approfittato del ponte del Primo maggio, consapevoli che nessuno probabilmente li avrebbe disturbati. Sperando di farla franca pure dagli sguardi “indiscreti”, visto che in zona sono diversi gli appartamenti che affacciano sul fiume Morto, dove si trova il cantiere.

«La nuova pompa da duemila litri? Ovviamente non è stata ancora posizionata, ci sono solo le tubazioni – conclude l’ingegnera Paola Mariani, a proposito del potenziamento dei lavori, che ormai avverrà dopo l’estate – Ora dobbiamo fermarci, perché ci sono apparecchiature e fili che dovranno essere posizionati ex novo. Adesso purtroppo l’impianto è fermo e senza alimentazione».

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