Il Tirreno

Pisa

Ai Navicelli 700 pioppi per ambiente e nautica

Ai Navicelli 700 pioppi per ambiente e nautica

Un progetto per migliorare le caratteristiche dei terreni (dove sono stati sparsi i sedimenti dei dragaggi del canale) e produrre compensato di tipo marino

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PISA. Migliorare la qualità del terreno e fornire anche materiale per la cantieristica navale. È un nuovo progetto della Navicelli Spa che parte dalla piantumazione di circa 700 pioppi in una delle aree vicine al canale utilizzate in passato per il deposito di sedimenti provenienti dal dragaggio e che oggi si presenta in uno stato di riposo vegetativo. «Su queste aree sono state piantumate alcune specie di pioppi con lo scopo di applicare tecniche di phyito-remediation finalizzate al miglioramento chimico-fisico dei terreni e alla produzione di compensato di tipo marino da utilizzare possibilmente nella cantieristica navale», spiega l’amministratore unico della Navicelli Spa, Giovandomenico Caridi.

«L’idea di utilizzare il pioppo - spiega ancora Caridi - è stata presa in considerazione poiché, a nostro avviso, rappresenta un metodo ideale ed a basso costo che, da una parte, può coadiuvare il recupero di aree degradate e, dall’altra, le stesse piante di pioppo piantumate potranno essere utilizzate per la produzione di pannelli in legno, cioè prodotti di interesse tecnologico e commerciale per la nautica».

In particolare, il progetto prevede la piantumazione su due siti denominati rispettivamente vasca 7 e vasca 6. Dei circa 700 pioppi, 600 appartengono al clone I-214, 50 al clone AF8, 25 al clone Diva e 25 al clone Senna. La scelta dei siti è stata determinata dal fatto che presentano caratteristiche logistiche e morfologiche favorevoli ad una corretta posa in opera delle pioppelle.

Contemporaneamente la Navicelli, in collaborazione con una serie di partner tecnici e scientifici, si propone di partecipare ad un progetto Life per estendere il “Progetto Pioppi” a tutte le otto vasche presenti lungo l’idrovia. I partner in questione sono Cooperativa Ponteverde, Cnr, Env, Isv-Sssup, Cooperativa L’Istrice, TeaEnginer e Jun de Nul.

«La Navicelli è in primissima linea - prosegue Caridi - nel potenziamento e nella ricerca di tecniche mirate alla decontaminazione dei sedimenti di dragaggio. Lo scopo principale è ovviamente la garanzia di una gestione dei terreni provenienti dal dragaggio con costi di gestione minimi e con impatto ambientale pari a zero. L’avvio in discarica di tale materiale, che opportunamente trattato rappresenterebbe una risorsa, si tramuterebbe in costi elevati sia dal punto di vista economico che ambientale e il tutto a discapito della comunità». Una soluzione in loco e con costi contenuti della problematica «significa - conclude - una gestione più rapida ed a km 0, beneficio totale in termini di navigabilità, che si riflette inevitabilmente in una migliore produttività delle numerose realtà cantieristiche presenti lungo il canale».

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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