Il Tirreno

Pisa

Malerba lancia in orbita IngeniArs

Carlo Venturini
Malerba lancia in orbita IngeniArs

Il primo astronauta italiano coach della spin-off universitaria

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PISA. «Sono un vecchio di bottega che allena i giovani talenti per lo spazio».

È questa la nuova missione che è stata affidata dalla Commissione europea a Franco Malerba, 72 anni, primo astronauta italiano ed insignito del titolo di “coach” dalla stessa Commissione.

Cosa vuol dire essere un allenatore, un coach di talenti spaziali?
«Qui a Pisa presentiamo una spin-off dell'Università, la IngeniArs, giovane e brillante realtà di talenti che si occupano di comunicazioni spaziali. Il problema è comunicare con noi terrestri, e quindi, io che sono un vecchio di bottega, aiuto queste realtà a vincere la loro “timidezza” nell'affrontare, si fa per dire, l'Agenzia spaziale euopea e quella italiana. Non si può pretendere che queste giovani realtà abbiano strutture marketing o di comunicazione proprie dei colossi dell'innovazione. E poi, a livello personale, mi piace mantenermi coi piedi per terra e con la testa sempre verso lo spazio. E da vecchio di bottega conosco bene come ci si muove qui sulla in terra».

Al convegno alle Benedettine si è parlato di “SpaceFibre”. Che cos' è?
«È un sistema di comunicazione pensato per la trasmissione di grandi quantità di dati ad una velocità fino ad oggi inimmaginabile. Si sta parlando di 10 giga al secondo che è dieci volte la velocità di oggi disponibile. Ed attenzione, lo spazio serve a noi terrestri. Le tecnologie così chiamate “spaziali” non rimangono confinate lassù ma scendono qui da noi. Basti pensare all'utilizzo degli smartphone e ai dati che riceviamo dai satelliti».

Nell'agenda del futuro governo cosa ci deve essere nel settore della ricerca e dell’innovazione?
«Devo dire subito che gli anni '70' ed '80 sono stati terribili. Il ministero per la Ricerca era senza portafoglio. Quindi, di passi, ne sono stati fatti. Pensate che la nostra Agenzia spaziale nasce nel 1988. Quello che mi auguro è che il nuovo governo appronti dei seri provvedimenti di agevolazioni fiscali o economiche per le aziende tecnologiche improntate a ricevere la ricerca dagli enti preposti e a svilupparla. Sviluppare la ricerca dandole concreta attuazione significa creare occupazione e far nascere nuove professionalità».

Come giudica il decreto sul rientro dei cervelli? È servito?
«Non si può pensare di far rientrare un ricercatore dall'estero grazie ad una minor o diversa fiscalità. Magari quel ricercatore si è rifatto un'intera vita in un altro paese e ha più prospettive lavorative. Ciò che conta secondo me, è che la “bilancia” sia in pareggio, e cioè che riusciamo ad attrarre tanti talenti stranieri quanti cervelli esportiamo. Ed il bicchiere, a me, sembra mezzo pieno».

Come siamo visti dagli altri Paesi, terrestri? «Siamo abbastanza giovani, la nostra agenzia è stata fondata nel 1988. Ma ci sono cose che noi italiani sappiamo fare benissimo e questi giovani ingegneri, qui oggi, lo dimostrano. Così come noi siamo sempre pronti a dare il contributo a missioni spaziali europee. Veniamo sempre coinvolti. Siamo il terzo Paese in Europa per rilevanza ed importanza nelle missioni spaziali. Soprattutto facciamo tornare i conti in mezzo a Francia e Germania».

La giornata alle Benedettine è continuata con il professor Luca Fanucci, docente dell’Università di Pisa e responsabile di IngeniArs, che ha ricordato che l'azienda «nasce nel 2014 dal desiderio di mettere le conoscenze ed esperienze di noi soci fondatori al servizio di settori innovativi quali lo spazio, la telemedicina e l’automotive».

Il professor Marco Raugi, prorettore alla Ricerca dell’Ateneo, ha sottolineato come «IngeniArs è una delle spin-off di talento dell’Università di Pisa, a conferma del ruolo fondamentale della ricerca e del trasferimento tecnologico portato avanti dall’Ateneo. L’impegno dell’Università è quello di creare le condizioni sempre migliori per favorire la nascita e lo sviluppo di iniziative imprenditoriali come IngeniArs, che possano affermarsi nel panorama nazionale e internazionale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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