Italia
Piscina in San Zeno «Indagini fatte male»
PISA. L’imputata accusa: indagini fatte male sia da Comune che Procura. «Non avevano neanche capito a chi appartenesse l’area» ha voluto sottolineare nel suo intervento Barbara Bedini, 64 anni, a...
PISA. L’imputata accusa: indagini fatte male sia da Comune che Procura. «Non avevano neanche capito a chi appartenesse l’area» ha voluto sottolineare nel suo intervento Barbara Bedini, 64 anni, a giudizio con i figli per l’abuso edilizio della piscina prefabbricata installata tra la chiesa di San Zeno e il camminamento delle mura.
È un processo alle battute finali. A giugno ci sarà la discussione con la sentenza del giudice Raffaella Poggi per i tre imputati assistiti dagli avvocati Andrea Di Giuliomaria per Barbara Bedini e Maria Teresa Schettini per i figli Riccardo Libero Secondo Bedini, 28 anni e Margherita Secondo Bedini, 25. Viene anche contestata la violazione dei sigilli nel periodo in cui la piscina (una vasca di 4 metri per 10) era stata sequestrata. Su questa contestazione i difensori hanno prodotto otto querele contro ignoti per accessi abusivi nel rettangolo d’acqua. Da una parte la Procura contesta agli imputati la realizzazione di una piscina in assenza di permessi e in una zona vincolata dalla Soprintendenza. Di contro la proprietà ha sempre sostenuto che non c'è mai stato sbancamento di terreno. In un primo tempo il Comune pensava fosse sua, poi il catasto Leopoldino l'ha attribuita ai privati.
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