Ubriachi in hotel lanciano cibo e vassoi dalle camere
I cinque clienti inglesi hanno poi insultato i dipendenti del Bonanno di via Gabba e rivolto espressioni sessiste alle donne di passaggio. Espulsi dopo l’arrivo della polizia
PISA. Quando esibiscono i documenti per fare il check-in sono completamente ubriachi. «Si rivolgevano alle donne come delle bestie, addirittura con degli ululati», rivela un impiegato alla reception. È domenica e sono da poco passate le 14 al Grand Hotel Bonanno di via Gabba, l’albergo quattro stelle a poche centinaia di metri da Piazza dei Miracoli. Fa caldo e alla hall si presentano cinque quarantenni di origine indiana, con il passaporto inglese. Hanno bevuto troppo. E forse, in valigia, nascondono altri superalcolici da scolarsi.
«Dateci le chiavi e andate tutti in c**o», è la frase più gentile rivolta in lingua madre al personale dell’albergo. Che inizialmente spera che possano assorbire la sbornia, magari mangiando qualcosa. Così – grazie alla professionalità dei camerieri – ai cinque ospiti viene concesso di consumare i pasti nelle loro quattro camere prenotate via Internet (tre singole e una doppia) e per fortuna già pagate. Ma poco dopo, verso le 15, dalle loro finestre volano vassoi, piatti, pezzi di pizza e patatine. Cibi e stoviglie che rischiano di finire in testa ai clienti di passaggio (ben 150 domenica scorsa) e ai dipendenti della famosa struttura ricettiva alle porte del centro. «Solo una volta, in 12 anni, mi è capitato di assistere ad atteggiamenti del genere», sottolinea uno storico dipendente del Bonanno, ancora scosso ripensando al pomeriggio di due giorni fa.
È a questo punto che il personale viene messo a dura prova, nonostante nella difficoltà dia il meglio di sé in quanto a calma, professionalità e cortesia non ricambiata. Camerieri e receptionist, per calmare gli ospiti, li fanno scendere al piano terra e con il benestare del direttore disabilitano le tessere magnetiche che danno accesso alle stanze. Loro vanno al bar, pur banditi dalle bibite alcoliche. Poi, innervositi, i cinque continuano a inveire sulle donne di passaggio e aggrediscono verbalmente i dipendenti della struttura, che alle 18 comunicano loro l’immediata espulsione. Ma per evitare che la situazioni degeneri, chiamano anche la polizia.
«Appena abbiamo telefonato al 113 se la sono data a gambe – spiegano dalla reception – ma poi, visto che le valigie erano rimaste nelle camere, alle 18.30 sono tornati. A questo punto gli agenti li hanno accompagnati uno a uno a riprendere le proprie cose, dopodiché alle 19 si sono allontanati a piedi. Avevamo anche chiamato un taxi, ma non lo hanno nemmeno considerato».
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