Quando la cucina è un’arte di famiglia
Stefano Rossini e Maria Chiara Breschi portano in tavola un menù speciale per venerdì 20
PISA. Materie prime di ottima qualità, una grandissima passione per la cucina e una professionalità senza confini. Sono questi gli ingredienti che rendono unica l’Osteria Rossini in piazza Dante a cui è affidato il compito di ospitare la dodicesima tappa di “Artigiani in tavola”, con un menù particolare, firmato dalla chef e titolare del locale, Maria Cristina Breschi, in abbinamento con i formaggi di pecora bio della Fattoria Lischeto di Volterra. Per una serata che si preannuncia stellata. L’Osteria Rossini, con al timore Stefano Rossini, la moglie chef Maria Cristina Breschi e la loro figlia Alessia, vanta infatti una esperienza trentennale nel mondo della ristorazione pisana. Erano infatti gli anni Ottanta quando i coniugi Rossini rilevarono il Caffè Piccadilly. «Iniziammo così – racconta Stefano Rossini – poi i tempi cambiarono e grazie alla passione di mia moglie, una donna veramente innamorata del suo lavoro, Piccadilly si trasformò in Ristoro e successivamente in Osteria Rossini, fino ad arrivare ai nostri giorni».
Un locale molto conosciuto in città, consigliato sia in inverno, grazie alle sue sale interne molto accoglienti, che nella bella stagione con possibilità di consumare i pasti fuori (giorno e sera) nel bel contesto di piazza Dante a due passi dalla storica Sapienza.
All’Osteria Rossini la cucina è tipicamente toscana con qualche riadattamento per i palati più difficili con prodotti di stagione e bio di ottima qualità. La cucina di Maria Cristina Breschi offre una vasta gamma di piatti di carne e di pesce con un ottimo abbinamento di vini, grazie ad una rifornita cantina proprio all’interno del locale. «Per mia moglie – racconta Stefano Rossini – la cucina è la sua vita. Una passione che porta avanti fin da giovanissima e molte delle ricette che propone ai clienti sono quelle tramandate da sua nonna». Nel menù dell’Osteria c’è solo l’imbarazzo della scelta. Solo per fare qualche esempio: pici al ragù di cinghiale, paccheri con calamai freschi e crema di zucca, tonno aromatico, tagliate, tartare di Chianina, trippa alla pisana. Per non parlare dei dolci, tutti fatti in casa e strepitosi.
Come strepitoso è il menù studiato per la serata di venerdì 20 aprile. Si parte con un flan di cacio e pere su fonduta di “Stracco di Volterra” e pinoli tostati del Parco di San Rossore. Quindi paccheri con asparagi, crumble di mandorle e “Tricotta Divina”, filetto di “Grigio del Casentino” della macelleria norcineria Falaschi di San Minato”, su riduzione di Vin Santo dell’Azienda Agricola delle Sorelle Palazzi di Terricciola, accompagnato da insalatina di carciofi, scaglie di “Pecora nera” e noci. Concluderà la serata un cremoso di “Ricotta Biancana” con croccante di frutta secca e miele di castagno. Il costo della serata è di 35 euro a persona, escluse le bevande. Per prenotazioni: 333 6673338. (r.g.)
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