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Pisa

Trattative senza sosta per trovare un nome

Trattative senza sosta per trovare un nome

L’assemblea Pd si riunisce e va avanti quasi a oltranza con l’obiettivo di raggiungere la maggioranza dei tre quinti

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PISA. È stata una nuova giornata all’insegna delle trattative e anche dell’attesa sull’esito di un voto tanto auspicato quanto incerto in casa Pd. L’assemblea di ieri pomeriggio, convocata per cercare almeno la maggioranza (dei tre quinti) su un nome da presentare alla candidatura a sindaco per le amministrative del 10 giugno, è andata per le lunghe. Le diverse maggioranze si sono composte e scomposte, contate e ricontate. Fino a tarda notte.

In ballo, come annunciato ieri, 4 nomi in grado, almeno questa era la speranza del sindaco di Prato, Matteo Biffoni, reggente del partito pisano dopo le dimissioni dalla segreteria di Giovanni Viale e la fumata nera sul regolamento delle primarie, di unire il partito e favorire la nascita di una coalizione quanto più ampia possibile, sicuramente orientata verso Mdp di Paolo Fontanelli ma anche le liste civiche attualmente in maggioranza. Nel tira e molla della giornata di trattative cominciata sulle candidature dell’avvocatessa presidente del Ctp2 Benedetta Di Gaddo, del rappresentante del Coni e docente universitario Giuliano Pizzanelli, dell’ex assessore provinciale e comunale Nicola Landucci e dell’ex assessore alla cultura Silvia Panichi alla fine pare andasse per la maggiore il nome di Pizzanelli: candidato non giovanissimo ma slegato da “di garanzia” rispetto alle diverse anime che si contendono, nella sostanza (il nome) ma anche nella forma (il ricorso o meno alle primarie) la candidatura.

Quella candidatura auspicata proprio tramite le primarie dall’assessore uscente Andrea Serfogli contro il quale, però, si è mossa più o meno metà dell’assemblea in occasione del voto sul regolamento per il voto ai gazebi (50 favorevoli, 49 astenuti e due contrari). La votazione ha rappresentato un punto di rottura e quello in corso è, senza dubbio, davvero l’ultimo tentativo. La difficoltà? Trovare i tre quinti su un unico nome. L’alternativa? Come da statuto le primarie - non è dato di sapere se di partito o di coalizione - per le quali l’unica data possibile è quella del 29 aprile.



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