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«Serve unità, anche Filippeschi non sia giocatore di una parte»
PISA. «Vincere o perdere le elezioni di Pisa potrebbe segnare anche il futuro della Toscana. Per questo nelle ultime settimane ho cercato, mettendoci tutto il mio impegno, di lavorare affinché il...
PISA. «Vincere o perdere le elezioni di Pisa potrebbe segnare anche il futuro della Toscana. Per questo nelle ultime settimane ho cercato, mettendoci tutto il mio impegno, di lavorare affinché il centrosinistra potesse presentare una candidatura unitaria. L’obiettivo di una coalizione larga, autorevole e rappresentativa è la strada che gli elettori ci hanno chiesto con forza anche con il voto del 4 marzo e continuerò a sperare fino in fondo di arrivare a questo risultato», scrive nella sua newsletter Antonio Mazzeo, consigliere regionale del Pd. «È evidente - aggiunge - che, ad oggi, questo faticosissimo lavoro di mediazione non ha ottenuto i risultati sperati e non posso che esserne deluso e amareggiato. Al tempo stesso mi auguro che Matteo Biffoni, incaricato dalla segreteria nazionale, riesca in questa settimana a trovare una soluzione che i militanti sentano propria e sia apprezzata dai cittadini di Pisa».
Poi un appello: «Per farlo però serve oggi più che mai mettere da parte tifoserie e personalismi. E serve la responsabilità di tutti a partire da chi, come me o il sindaco Marco Filippeschi, ha ruoli istituzionali e dunque il dovere di non essere giocatore di una parte, ma pensare a costruire soluzioni che tengano insieme, uniscano la coalizione ed offrano agli elettori una candidatura di qualità, radicamento, visione strategica ed innovazione».
La strada indicata da Mazzeo: «Ci restano cinque giorni per trovare una soluzione condivisa ed io faccio un appello affinché tutti coloro che hanno a cuore Pisa e la volontà di non consegnare la nostra città alla destra o al M5S facciano un ultimo e decisivo sforzo». Se così non dovesse essere «il ricorso alle primarie sarà inevitabile, ma vorrei fosse chiaro a tutti che se finora non abbiamo sostenuto questa strada non è stato perché la rinneghiamo (personalmente la considero ancora un valore fondante del nostro partito), ma perché sapevamo che questo avrebbe generato una frattura nella coalizione di centrosinistra che invece speriamo, ancora e fino in fondo, di evitare. È un senso di responsabilità che in questa fase ritengo doveroso, ma che evidentemente non tutti condividono. Ugualmente doveroso, inoltre, credo debba essere dedicarsi ai programmi ed ai problemi concreti che i cittadini pretendono che vengano affrontati e risolti. Perché mentre noi ci parliamo addosso, là fuori c’è una città che si allontana sempre di più e che chiede progetti reali».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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